Reflusso dopo bypass gastrico: ne soffre la meta dei pazienti

(Reuters Health) – Il bypass gastrico porta a un miglioramento rapido del reflusso gastroesofageo nei pazienti obesi, ma circa la metà di essi continua ad aver bisogno di farmaci anti-reflusso anche dopo l’intervento. È quanto emerge da una ricerca pubblicata online da Alimentary, Pharmacology and Therapeutics.

“Questo studio di coorte ampio e basato sulla popolazione con un follow-up lungo e completo indica che il bypass gastrico è un trattamento efficace e duraturo della malattia da reflusso gastroesofageo (GERD), in circa il 50% dei pazienti con obesità grave”, scrivono Dag Holmberg e colleghi del Karolinska Institutet di Stoccolma. E aggiungono che “si tratta di un tasso di successo inferiore rispetto a quello osservato negli studi precedenti, quindi l’effetto del trattamento potrebbe essere stato sopravvalutato”.

Il bypass gastrico è considerato un trattamento efficace per la GERD in soggetti gravemente obesi ed è spesso raccomandato per i pazienti affetti da GERD e con un BMI uguale o superiore a 35.

Lo studio
Per stabilire l’efficacia del bypass gastrico come trattamento della GERD nei pazienti gravemente obesi, il gruppo di Dag Holmberg ha esaminato 2.454 adulti con reflusso sottoposti a bypass gastrico in Svezia tra il 2006 e il 2015. La maggior parte dei partecipanti allo studio era di sesso femminile (81,7%) e il follow-up mediano è stato di 4,6 anni.

Durante l’anno precedente all’intervento di bypass gastrico, i partecipanti allo studio hanno assunto in media 442 dosi giornaliere di farmaci anti-reflusso. L’uso di farmaci è diminuito del 39% nell’anno dopo l’intervento, arrivando a 272 dosi giornaliere.

Le dosi giornaliere erano in media 237 nel secondo anno dopo l’intervento chirurgico, 227 nel terzo anno, e sono rimaste stabili fino a 10 anni dopo l’operazione.

Nell’anno successivo l’intervento, il 55,8% dei pazienti presentava sintomi persistenti o ricorrenti e il 48,8% ha continuato ad avere sintomi anche durante il secondo anno.

I fattori di rischio
Sulla base dello studio tra i fattori di rischio per continuare a presentare sintomi dopo l’intervento figuravano l’età – i pazienti di più di 50 anni sono più a rischio di quelli che ne hanno meno di 40 (incidence rate ratio, 1.12) – e il sesso: le donne sembrano più a rischio degli uomini (incidence rate ratio, 1.12). Anche valori di comorbilità elevati sono stati associati al reflusso continuo (incidence rate ratio, 1,26 per l’indice di comorbilità di Charlson di 2 o superiore, rispetto a 0).

Un altro fattore è l’assunzione di una dose elevata di farmaci anti-reflusso durante l’anno precedente all’intervento (incidence rate ratio 1,77).

“ I medici e i pazienti devono essere consapevoli che il bypass gastrico ha un effetto limitato sul reflusso nei pazienti gravemente obesi, in particolare coloro che presentano i fattori di rischio indicati”, concludono gli autori.

Fonte: Aliment Pharmacol Ther 2019
Reuters Staff
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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