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Quali sono gli sport giusti per bimbi con malattie croniche?

sportMai escludere i bambini dall’attività sportiva anche se affetti da malattie croniche. I migliori sport per bimbi con diabete di tipo2 sono marcia, ginnastica e nuoto, ippoterapia per l’autismo, mentre per l’artrite idiopatica bene il nuoto e il ciclismo. Per disturbi da deficit di attenzione e iperattività meglio privilegiare sport che tengono sempre in movimento come il calcio. A suggerirli sono gli esperti della Società italiana di pediatria (Sip). Ma vediamoli nello specifico a seconda della patologia:

– Diabete: Marcia, ginnastica e nuoto sono da preferire all’inizio nei bimbi con diabete di tipo2, scegliendo poi quello più gradito. Per il diabete di tipo1 non ci sono controindicazioni legate a particolari sport, se non per quelli estremi. Occorre controllare l’intake calorico, fare movimento anche in estate, bere e integrare i sali minerali.

– Asma: seguire le propensioni personali, ma evitare discipline sportive che si svolgono in situazioni ambientali sfavorevoli, come ad esempio gli sport nordici, o altre attività che si svolgono in ambienti fortemente inquinati. Importante un riscaldamento lento prima dell’attività fisica, e un lento smorzamento dello sforzo al termine. Preferire la respirazione attraverso il naso.

– Autismo: l’ippoterapia è indicata poiché permette la stimolazione su più piani: oltre a quello fisico anche quelli emotivo, sensoriale, affettivo e cognitivo.

– Artrite idiopatica giovanile: nuoto e ciclismo sono da privilegiare, da evitare sport da contatto perché più a rischio di fratture ossee. Precauzioni: eventuale radiografia della colonna cervicale, protezione della mandibola, protezione degli occhi.

– Tumori: la ginnastica a corpo libero e l’atletica, oltre al nuoto, sono particolarmente indicate. L’attività fisica va svolta dopo aver eseguito un’adeguata valutazione cardiologica e va intrapresa almeno a sei mesi di distanza dalla fine della terapia.

– Disturbo da deficit di attenzione/iperattività: meglio privilegiare sport che tengono sempre in movimento come il calcio ed evitare quelli che prevedono lunga inattività ma anche concentrazione, come il baseball. Secondo uno studio, sarebbero le arti marziali ad essere in cima alle preferenze dei bambini con questo disturbo. Gli psichiatri sostengono questo tipo di scelta perché, in età infantile, sono prive di mosse pericolose e praticate in gruppo. Attenzione alla personalità dei ragazzi: se non sono molto competitivi non si dovrebbe spingerli a un’attività agonistica.

– Cardiopatie congenite: un programma di attività fisica specificatamente allestito per un determinato bambino, in una determinata situazione clinico- funzionale, in un preciso contesto (familiare, sociale, scolastico) e con una determinata opportunità di accesso a strutture e spazi adeguati.

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