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Psoriasi: test non invasivo valuta fibrosi epatica in pazienti che assumono metotressato

(Reuters Health) – Si chiama NASH FibroSure ed è un test non invasivo che aiuterebbe a monitorare, almeno nelle donne, le condizioni della steatoepatite non alcoolica (NASH) tra i pazienti con psoriasi trattati con metotressato, che sono più a rischio di fibrosi epatica. A studiare questo metodo è stato un gruppo di ricercatori guidato da Clayton Green, della Marshfield Clinic, in Wisconsin. I risultati dello studio sono stati pubblicati su JAMA Dermatology.

Secondo i ricercatori americani, il metotressato è uno dei farmaci di prima linea nel trattamento, a lungo termine, delle forme gravi di psoriasi. Questo farmaco, però, può causare fibrosi epatica, che richiede un monitoraggio attraverso biopsie a livello del fegato. Green e colleghi hanno analizzato i dati raccolti su 129 pazienti con psoriasi e trattati con metotressato. Dei 69 pazienti che si sono sottoposti al test NASH FibroSure prima di iniziare la terapia con il farmaco contro la psoriasi, 19 (28%) avevano elevati punteggi di fibrosi e 54 (78%) avevano elevati punteggi di steatosi.

In totale, poi, 107 pazienti che si erano sottoposti al test mentre erano in terapia con metotressato sono stati arruolati per valutare la correlazione. Dai risultati è emerso che, nelle donne, la dose cumulativa di metotressato corrispondeva a un maggiore punteggio di fibrosi epatica rilevabile con il NASH FibroSure. Solo in un paziente che si era sottoposto a biopsia, infine, è stata rilevata steatosi senza che fosse stata evidenziata fibrosi dal test. “Sono necessari ulteriori studi per verificare questi dati, anche perché il test non è approvato dalla FDA e non ci sono sperimentazioni cliniche che mettono a confronto questo esame con biopsie o test per immagini”, ha sottolineato Green.

Secondo Roger Ho, del Ronald O. Perelman Department of Dermatology alla Langone University di New York, “sicuramente sono necessari metodi alternativi per monitorare chi soffre di psoriasi e sta assumendo un farmaco epatotossico. Sarebbe bello – ha sottolineato – avere un test sul sangue o sul siero, non invasivo, per vedere se il paziente sta sviluppando fibrosi epatica a causa del trattamento farmacologico”. Tuttavia, secondo Ho i risultati c’è ancora molto lavoro da fare prima che i risultati dello strumento possa essere considerati affidabili per tutti i pazienti con psoriasi. Inoltre, “anche utilizzando il test in pazienti con psoriasi con NAFLD preesistente, la sensibilità e la specificità saranno abbastanza basse”, ha spiegato.
“Il punteggio di rischio è calcolato sulla base di una serie di variabili diverse, tra cui età, peso, livelli di glucosio e trigliceridi che cambiano nel tempo, quindi qualsiasi cambiamento non può essere dovuto solo alla dose cumulativa di metotressato e così – ha concluso Ho – fino a quando questo punteggio non sarà affinato e non sarà eseguito un trial clinico sul suo utilizzo in pazienti con e senza psoriasi avrò delle riserve su questo metodo”.

Fonte: JAMA Dermatology
di Marilynn Larkin

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