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Psicologi: “il terremoto cristallizza la capacità di pensare”

terremoto amatrice Antonio Nardelli / Shutterstock.comIncapaci di ragionare a lungo termine perché con la testa ossessionata solo da un unico pensiero: il terremoto. Così si sentono tutte le persone che da fine agosto non hanno mai smesso di sentire la terra tremare. “Il terremoto cristallizza la capacità di pensare”, ha spiegato Donatella Galliano, presidente della Federazione Psicologi per i Popoli e psicologa di lunga esperienza nelle situazioni d’emergenza.

“A differenza di altri casi dove nei primi giorni c’erano da sostenere le famiglie delle vittime, qui il lavoro sarà un po’ diverso: più sul rapporto con la comunità, sui simboli perduti, e sulla proiezione del futuro su quel territorio, o in zone alternative”. Per la presidente di questa che è l’unica associazione di psicologi riconosciuta dal Dipartimento delle Protezione Civile “il panico, la paura, la resistenza a spostarsi, i disturbi del sonno sono normali. Il terremoto poi blocca mentalmente, cristallizza le reazioni e sarà nostro compito accompagnare il superamento di trauma. Le persone sono bloccate sul profilo emotivo – sottolinea – e non ragionano come nella norma. Poi ci sono aree più fragili che rispondono in modo più patologico. Ma il disturbo post traumatico da stress – precisa la presidente dei psicologi volontari – si valuta solo dopo due mesi”.

“Sono in particolar modo i 40-45enni – avverte la psicoterapeuta Paola Vinciguerra, presidente dell’Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) – a rischiare che questa sensazione di allarme costante si trasformi in attacchi di panico, perché hanno il peso delle responsabilità familiari, quindi casa, figli spesso piccoli, genitori anziani. Tuttavia chiunque può sviluppare crisi d’ansia che possono degenerare”. In generale, conclude Galliano, “il singolo può farcela se viene aiutato e si sente rassicurato dalla famiglia, dai vicini di casa, se sente vicini i soccorritori. Queste persone tendono a ricomporsi, mentre gli isolati si scompongono psicologicamente. Quindi esserci come volontari in un lavoro di ascolto e coordinamento, e in generale la vicinanza, aiuta a trovare la propria strategia di risposta, ciascuno ne ha una correlata ai propri valori, alla difficoltà di singolo e di collettività”.

Credit: Antonio Nardelli / Shutterstock.com

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