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Problemi di cuore? È il tuo volto a parlare!

Redhead girl near mirror with heart it in bathroom.

Lo ti si legge in faccia”! No, stavolta non si tratta di emozioni. Il volto, indiscusso palcoscenico di tutte le forme d’espressione, da oggi fornisce la chiave per la diagnosi precoce del più frequente disturbo del ritmo cardiaco, la fibrillazione atriale (AF).

La tecnologia messa a punto dall’azienda Xerox, in collaborazione con l’università di Rochester, nella sua semplicità, è geniale.
Attraverso una webcam si esegue una scansione del volto che rileva anche i minimi cambiamenti nel colore della pelle. L’elaborazione dei dati, per mezzo di software e algoritmi, correla le modificazioni cromatiche misurate con la frequenza cardiaca.

Alla base di questo sistema c’è l’evidenza, scientificamente dimostrata, che la fibrillazione atriale crea variazioni del microcircolo, evidenziabili attraverso modificazioni del colore della pelle, impercettibili ad occhio nudo.

La fibrillazione atriale rappresenta la più diffusa forma di aritmia cardiaca, si stima che riguardi l’1-2% della popolazione mondiale, oltre 6 milioni di persone in Europa.
Consiste nell’irregolare attivazione elettrica degli atri che provoca movimenti inefficaci ai fini della propulsione sanguigna.

Anche se non costituisce un pericolo acuto, questa alterazione è progressiva e, a lungo andare, potenzialmente pericolosa. Il rischio, quando non trattata, è quello di sviluppare scompenso cardiaco e accidenti cerebrovascolari come ictus ed embolie a livello di arti o organi addominali. I sintomi possono includere battiti irregolari, palpitazioni, dolore toracico, fiato spezzato, vertigini, astenia. Tuttavia, molti soggetti – si stima un 30% –  non riscontrano alcun disturbo e può passare molto tempo prima che giungano dal medico, riducendo così la possibilità di intervenire tempestivamente.  Quindi, troppo spesso, a causa della genericità dei sintomi, questa condizione è sottovalutata, con conseguenti ricadute sulla salute e sulla spesa pubblica.

“Lo studio rappresenta una opportunità importante per la diagnosi precoce– afferma Jean-Philippe Couderc dell’università di Rochester, e, siamo certi che possiamo ancora migliorare alcuni aspetti e ampliare le possibili applicazioni” .

Ma come fa un dispositivo elettronico a rilevare i cambiamenti cromatici del volto?La risposta sta nella capacità dei sensori della fotocamera digitale di registrare tre colori: rosso, verde e blu. L’emoglobina, la metalloproteina presente nei globuli rossi, assorbe più nello spettro verde della luce, e questo sottile cambiamento viene prontamente rilevato dai sensori.

Con la sua pelle sottile, il viso è il distretto anatomico più indicato per eseguire la scansione. Lo studio, condotto su 11 pazienti, ha già dimostrato che la tecnologia è assolutamente affidabile, con un margine di erroredel 20% circa, non dissimile dunque da quel 17-29% riscontrato nell’elettrocardiogramma. Senza contare che questo modello, cosiddetto contactless, richiede solo 15 secondi.

Il passo successivo sarà da un lato estendere lo studio ad una più ampia popolazione, comprensiva dei soggetti sani e, dall’altro migliorare le potenzialità tecnologiche, immaginando, in un’ottica di medical hi-tech al passo con i tempi, di poter far funzionare il programma in background su tablet o smartphone.

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