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Primi spermatozoi in provetta da cellule uomo sterile

Sperm cells and human egg cellErano almeno 15 anni che nei laboratori di tutto il mondo si cercava di farlo, e alla fine l’annuncio è arrivato da una start up francese. Il primo spermatozoo umano ottenuto completamente in provetta, ha annunciato la compagnia Kallistem, è diventato realtà, e in pochi anni potrebbe risolvere problemi di sterilità maschile finora rimasti senza risposta. Gli spermatozoi, hanno spiegato gli esperti della compagnia, nata dalle ricerche dell’Istituto di Genomica Funzionale di Lione e fondata da Philippe Durand e Marie-Helene Perrard, sono stati ottenuti a partire da tessuto prelevato dai testicoli. I due ricercatori sono riusciti a prelevare i microtubuli seminiferi, la parte del testicolo dove si sviluppano gli spermatozoi, senza danneggiarli. Una ulteriore collaborazione con l’Università Claude Bernard di Lione ha permesso di sviluppare un fluido del tutto simile all’ambiente dove gli spermatozoi crescono in natura. Il primo spermatozoo umano, hanno raccontato durante una conferenza stampa, è stato ottenuto nell’autunno del 2014, mentre la tecnica ha ricevuto il brevetto lo scorso 25 giugno. “Siamo riusciti ad ottenere una spermatogenesi completa sia negli animai che nell’uomo – ha affermato Perrard – e a dimostrare che gli spermatozoi ottenuti sono morfologicamente normali”. La tecnica potrebbe servire a preservare la fertilità di bambini che si devono sottoporre a terapie potenzialmente pericolose come la chemio, oltre che a trattare dei casi di infertilità che non si possono risolvere in altro modo. “Entro cinque anni – ha auspicato Isabelle Cuoc, presidente dellacompagnia – speriamo di avere i primi centri che mettono a disposizione la tecnica”. L’ottimismo della compagnia potrebbe però scontrarsi con alcuni ostacoli scientifici ed etici. Non ci sono infatti ancoraprove che gli spermatozoi sono perfetti anche dal punto di vista funzionale, e che ‘funzionano’ una volta messi a contatto con l’ovulo. Questo può essere fatto facilmente negli animali, ma per provarlo nell’uomo bisognerebbe creare degli embrioni a scopo di ricerca, pratica proibita in tutto il mondo occidentale. Manca poi anche una prova ‘tangibile’ dell’efficacia, visto che la compagnia ha scelto di non pubblicare i propri risultati per il momento per non pregiudicare la richiesta di brevetto. Se però il risultato sarà confermato la ricerca sarà una pietra miliare della medicina, e potrebbe dare sollievo immediato a almeno 120mila uomini in tutto il mondo che soffrono di forme di sterilità che al momento non hanno cura, oltre che decine di migliaia di giovani che devono sottoporsi a terapie pericolose prima della pubertà. “Manca la documentazione di cosa ha significato dal punto di vista genetico questa trasformazione – sottolinea Carlo Foresta, andrologo dell’Università di Padova -. Lo spermatozoo modifica profondamente il suo Dna durante i vari passaggi, i risultati ottenuti vanno quindi analizzati da questo punto di vista. Se confermato sarebbe un risultato straordinario”.Oggi in Italia vivono circa tre milioni le persone con una diagnosi di tumore e all’interno di questo esercito di pazienti, ci sono tanti ragazzi e le loro necessità spaziano dall’accesso alle terapie più efficaci ma anche la preservazione della fertilità, ha ricordato Francesco Cognetti, presidente di ‘Insieme contro il Cancro’ che sostiene la necessità di un “Piano nazionale della cronicità”, con una particolare attenzione proprio ai ragazzi che in futuro vorranno e potranno diventare padri.

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