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Autismo: possibile terapia da farmaco con la malattia del sonno

Da una piccola sperimentazione condotta da ricercatori dell’Università della California di San Diego su 10 bambini con disturbi dello spettro autistico e su topi è emerso che un farmaco comunemente utilizzato per la cura della malattia del sonno (tripanosomiasi africana) potrebbe essere efficace anche contro l’autismo. Lo studio, finanziato dall’associazione ‘N of One: Autism Research Foundation’, fondata da genitori di figli autistici, è pubblicato sulla rivista Annals of Clinical and Translational Neurology.

La ricerca

Nella sperimentazione, 10 bambini tra i 5 e 14 anni sono stati divisi in due gruppi: a uno è stata data una sola dose del farmaco in questione, la suramina, all’altro un placebo. Si sono così osservati miglioramenti nel linguaggio, nelle interazioni sociali e nei
comportamenti ripetitivi, che sono le aree tipiche colpite dalla malattia. I genitori dei bambini hanno segnalato infatti progressi significativi nel linguaggio e nel comportamento di tutti i bambini trattati, e in particolare due, di 6 e 14 anni, sono riusciti a dire le prime frasi della loro vita dopo solo 1-2 settimane dalla dose del farmaco.

Anche i topi a cui è stato dato il farmaco hanno mostrato un miglioramento completo, seppur temporaneo, dei sintomi. La teoria dei ricercatori è che un normale processo biochimico, chiamato Cell Danger Response (CDR, cioè risposta cellulare al pericolo), può rimanere ‘inceppato’ nell’infanzia o in gravidanza, e una conseguenza può essere l’autismo. Secondo Robert Naviaux, coordinatore dello studio, una categoria di farmaci, gli antipurinergici, possono normalizzare il processo biochimico e quindi trattare anche i sintomi comportamentali dell’autismo. “Prima volevamo vedere se il farmaco era sicuro e ben tollerato – spiega – Visto che i risultati sono promettenti, bisognerà fare uno studio più vasto per confermarli”.

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