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Pianeta Rosso: l’acqua potrebbe essere nascosta nel sottosuolo argilloso

Generata da un vero e proprio “bagno di vapore” quando il Pianeta Rosso era giovanissimo, l’acqua presente su Marte si potrebbe trovare nascosta nel sottosuolo argilloso del pianeta. A rivelarlo è una simulazione pubblicata su Nature.

La scoperta, che potrebbe riscrivere la storia del pianeta, si deve al gruppo guidato da Kevin Cannon, dell’università della Florida Centrale. Marte è ricchissimo di argille che affiorano sulla superficie: finora si pensava che questi minerali si fossero formati dall’interazione dell’acqua con la lava dei vulcani, quando il pianeta si era già formato completamente. La simulazione suggerisce invece che le argille potrebbero essersi formate durante la nascita della stessa crosta marziana, ossia il suo strato più esterno, molto prima che l’acqua scorresse allo stato liquido sul pianeta.

In pratica, quando l’oceano di magma fuso, che avvolgeva il pianeta appena nato, cominciò a raffreddarsi e solidificarsi, l’acqua disciolta in esso sarebbe evaporata, formando una densa atmosfera di vapore. Questa avrebbe interagito con la lava appena solidificata e innescato reazioni che avrebbero trasformato vaste aree della superficie in argilla. Lo scenario è stato confermato da un esperimento in laboratorio che ha riprodotto le stesse condizioni che c’erano sul giovanissimo Marte.

Gli esperimenti indicherebbero, inoltre, che vasti depositi di argilla erano presenti, e potrebbero ancora esserci, sotto la superficie e potrebbero funzionare come serbatoi sotterranei per l’acqua. ”Potrebbe esserci stata molta acqua intrappolata in queste argille”, ha detto il geologo Steve Parman, dell’americana Brown University. ”Se in passato questi depositi sono stati riscaldati da qualche processo avvenuto nelle profondità – ha proseguito – potrebbero aver fatto risalire l’acqua in superficie e aver reso il pianeta ospitale per la vita”.

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