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Parlare con noi stessi ad alta voce infonde calma e stimola la concentrazione

Se ti capita di parlare a voce alta a te stesso, non sei pazzo; stai solo cercando di concentrarti, di stimolare una condizione di calma ed anche la memoria. Anche se il motivo è lo stress, l’ansia o l’aver smarrito un oggetto, il meccanismo funziona lo stesso. A sostenerlo sono vari studiosi americani, corroborati da alcune pionieristiche indagini scientifiche in materia.

“Se ci parliamo a voce alta, rallentiamo automaticamente sia i pensieri che le azioni, in quanto mettiamo in gioco la parte cerebrale del linguaggio, perciò diventiamo più deliberati e calmi nelle scelte e nei movimenti”, ha detto di recente ai media Usa la psicologa newyorchese Jessica Nicolosi.

Ciò si applica sia che si stia guidando attraverso un incrocio pericoloso – in questo caso udire le parole a voce alta stimola l’attenzione – o che si stia preparando un discorso da tenere in pubblico. “Uno studio recente – ha spiegato il neuro-scienziato Don Vaughn – ad esempio ha osservato miglioramenti nell’apprendimento di materie difficili quando ci si fa le domande voce alta”.

Quanto al rafforzamento della memoria, una curiosa ricerca pubblicata sul Quarterly Journal of Experimental Psychology, ha osservato che quando le persone cercano per caso un oggetto perduto se dicono il suo nome a voce alta lo trovano più facilmente. Ciò che più conta però – ha sostenuto Julia Harper, life coach – è parlare a sé stessi in termini positivi o neutrali. Mai negativi. Dirsi: “Ce la farò” ad esempio, aiuta ad ottener successo. Infatti il metodo è usato nella psicologia dello sport. L’importante, ricordano tutti i fautori della chiacchierata con sé stessi, è ricordare di ‘ascoltarsi’.

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