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Osservata l’origine atomica della vita

young prebiotic planetNei primi anni ’50, un chimico di nome Stanley Miller ha mescolato insieme gas fra cui metano, ammonio ed idrogeno.
Tutta roba che era sulla Terra prima della comparsa della vita. Dopo aver irrorato questi gas con l’elettricità, mimando i fulmini che a quell’epoca abbondavano, Miller ha scoperto che essi si trasformavano in un liquido marrone simile ad una zuppa ricco in aminoacidi, i mattoni delle proteine.
L’esperimento di Miller è stato il primo a dimostrare in laboratorio che elementi chimici base potessero portare a molecole biologiche, e forse, con qualche passo in più, alla vita.
Da allora, l’esperimento è stato modificato in base ai progressi compiuti nelle conoscenze relative allo stato della Terra ai suoi primordi, ed ha portato anche alla creazione di zuccheri e frammenti di DNA. Non era però noto cosa accadesse nelle frazioni di secondo susseguenti alla scarica elettrica, ma un recente studio potrebbe portare con sé la risposta: è stato creato un modello computerizzato di qualcosa di molto simile all’esperimento di Miller, reimmaginato per l’epoca moderna dato che la potenza di calcolo necessaria per il modello non era disponibile nel 1950.
Fra le altre cose, il modello ha osservato la formazione di molecole intermedie che si sono poi trasformate in glicina, un semplice aminoacido che spesso emergeva nell’esperimento originale. Prima che i gas formassero la glicina, hanno prodotto elementi organici come acido formico e formammide, e gli astronomi potrebbero ricercare queste molecole su altri pianeti e sistemi solari, in quanto potrebbero essere segni dello stesso tipo di reazioni che ha portato alla vita sulla Terra.

Fonte: (Proc Natl Acad Sci USA 2014, preview online 9/9)

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