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Omeopatia: la risposta dell’Associazione Medica Italiana di Omotossicologia

omeopatiaLa polemica sugli effetti dell’omeopatia impazza. Dopo l’intervento di Paul Glasziou che dal suo blog sul British Medical Journal (BMJ) ribadiva i risultati dello studio da lui condotto e pubblicato lo scorso anno sull’inefficacia dell’omeopatia, arriva la risposta dell’Associazione Medica Italiana di Omotossicologia (AMIOT). Di seguito riportiamo la replica dell’Associazione.

L’AMIOT – Associazione Medica Italiana di Omotossicologia – a un anno dalla pubblicazione del documento critico sull’efficacia dell’omeopatia completato a marzo 2015, confezionato dal National Health and Medical Research Council (NHMRC), Istituto australiano di ricerca medica – prende nuovamente posizione nei confronti delle notizie circolate in questi giorni in merito a un presunto articolo del British Medical Journal che confermerebbe i risultati dell’analisi australiana.

Gli esperti e ricercatori dell’AMIOT sottolineano come il rapporto Australiano dello scorso anno in primo luogo e, soprattutto il commento sul BMJ, non siano studi o ricerche basati su prove scientifiche di efficacia, e ne contestano il carattere di novità. Il paper Australiano non è uno studio scientifico sottoposto a peer review, e il presunto articolo del BMJ non è un articolo della nota rivista medica, bensì un banale post pubblicato su un blog gestito sul sito del British Medical Journal proprio dal Dott. Paul Glasziou, che del paper australiano è il principale autore. Fondamentalmente, sempre gli stessi soggetti, che si legittimano in modo totalmente autoreferenziale, procedendo con un metodo basato su pregiudizio, che di scientifico ha ben poco.

Il documento Australiano – come precisato dall’Homeopathy Research Institute, una delle più prestigiose organizzazioni per la ricerca scientifica di alta qualità in medicine complementari – “non riflette in modo accurato i risultati degli studi di ricerca originari sull’omeopatia, e la conclusione che non vi siano evidenze per dimostrare che l’omeopatia sia un trattamento efficace per le patologie cliniche riportate è fortemente esagerata; inoltre, le reazioni pubblicate su alcuni mass-media hanno interpretato tale conclusione ‘a senso unico’, sottendendo che non esistano studi positivi che dimostrino che l’omeopatia è efficace, è questo è falso”.

Riportiamo i commenti di due esponenti del settore che si erano espressi nei confronti nel report Australiano, che riconfermano ancora una volta la loro posizione: Leonello Milani, medico specializzato in Neurologia e membro del Comitato scientifico AMIOT e il Prof. Paolo Roberti di Sarsina, dell’Osservatorio Metodi per la Salute dell’Università di Milano – Bicocca, Medico ed esperto di fama internazionale nell’ambito delle Medicine Non Convenzionali.

“Sia lo studio sia l’articolo sul blog sono un’analisi già ampiamente pubblicizzata – ha dichiarato Leonello Milani, medico specializzato in Neurologia e membro del Comitato scientifico AMIOT – che non apporta alcun elemento innovativo o prova significativa nel più ampio panorama della letteratura scientifica. Stupisce che alcune riviste strumentalizzino la vicenda ‘strombazzando’ di un ‘nuovo studio scientifico’: la scientificità di una ricerca è determinata in via esclusiva dalla pubblicazione su riviste indicizzate peer-reviewed. Dove è stato pubblicato il documento Australiano? Solo sul sito dell’istituto di ricerca stesso che l’ha prodotto: penso non occorra aggiungere altro”.

Le parole del Prof. Paolo Roberti di Sarsina, dell’Osservatorio Metodi per la Salute dell’Università di Milano – Bicocca, Medico ed esperto di fama internazionale nell’ambito delle Medicine Non Convenzionali – confermano peraltro i dubbi di Milani: “Gli studi negativi presi ad esempio utilizzano sempre l’omeopatia in modo difforme dal protocollo della corretta pratica omeopatica, pertanto i risultati non potranno che essere scarsi. Ma le prove di efficacia della medicina complementare e non convenzionale sono ormai così numerose e solide che solo chi è in mala fede può ignorarle. Così facendo, non si aiuta certamente il progresso della scienza, e si ostacola la libertà di scelta terapeutica degli stessi medici e pazienti”.

Seguendo questo metodo davvero discutibile – hanno aggiunto gli esperti AMIOT – certamente l’omeopatia risulterà inefficace, ma seguendo il medesimo metodo anche qualunque medicinale allopatico risulterebbe “inefficace” o poco efficace. “Ormai – aggiunge Roberti di Sarsina – sono numerosi, nonostante i pregiudizi e l’assenza di finanziamenti per la ricerca, gli studi scientifici pubblicati che confermano la superiorità delle Medicine Non Convenzionali rispetto al placebo, prova ne sia che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha emanato di recente il nuovo piano strategico mondiale pluriennale per la valorizzazione della Medicina Non Convenzionale”.

In Italia i farmaci omeopatici sono parte della categoria dei farmaci non convenzionali per la cura delle malattie – si tratta di farmaci, così classificati dalla Direttiva Europea sul farmaco, non di “rimedi” – che vengono impiegati con successo da 11 milioni di italiani e prescritti da 20.000 medici iscritti all’Albo, segno di una vera e propria apertura alla medicina complementare per la cura e per la prevenzione delle malattie e per il mantenimento di un buon equilibrio dell’organismo.

L’AMIOT è altresì convinta del fatto che l’omeopatia può essere “pericolosa” solo nel momento in cui viene utilizzata da “mani non mediche”: l’Associazione ha quindi come priorità la formazione e valorizzazione di una classe medica di professionisti in grado di utilizzare al meglio la medicina complementare, per garantire ai pazienti corrette diagnosi e trattamenti appropriati che rendano l’accesso ai farmaci non convenzionali estremamente affidabile, sicuro e funzionale al miglioramento del loro stato di salute.

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