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Arrivano le Linee Guida Iss contro la mortalità materna

neonatoUn’emorragia grave ogni mille parti e una morte per la mamma in 2 casi su 100.000 nati sani. Per ridurre al minimo questi allarmanti dati l’istituto Superiore di Sanità (Iss) ha realizzato le prime Linee Guida italiane.

Identificare precocemente le donne più a rischio, migliorare la comunicazione, effettuare cesarei solo se necessari e monitorare la donna durante il post partum. Queste le principali procedure consigliate dal documento nato da un bisogno intercettato grazie ai dati prodotti dal sistema di sorveglianza ostetrica coordinato dall’Iss e condotto in 8 regioni (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio Campania, Puglia e Sicilia). In queste regioni, tra il 2006 e il 2012 su 100 donne morte a seguito di complicazioni ostetriche, il 43% erano decedute per emergenze emorragiche. Percentuale che tra il 2013 e 2015 è scesa al 26%, un primo risultato che mostra come buona parte di queste morti siano evitabili.

“Le principali criticità riscontrate nella gestione di queste emergenze – sottolinea Serena Donati, del Reparto Salute della Donna e dell’Età evolutiva dell’Iss – sono l’inadeguata comunicazione tra professionisti, il ritardo nella diagnosi, l’inappropriata assistenza durante la gravidanza, l’inappropriata indicazione al cesareo e l’inappropriato monitoraggio della donna nelle prime 24 ore dopo il parto. Informazioni che abbiamo recepito e utilizzato nello sviluppo della nuova Linea Guida”. Il rapporto di mortalità materna stimato nel nostro Paese è di 9 su 100.000 nati vivi e si colloca nei valori medio-bassi europei.

“Nonostante l’Italia sia tra i Paesi europei con i minori tassi di mortalità materna – dichiara Walter Ricciardi, presidente dell’Iss – si può fare di più. Grazie ai progetti finanziati dal Ministero della Salute stiamo cercando di rendere sempre più capillare la sorveglianza di questo fenomeno perché ci siano sempre meno morti evitabili. Anche la linea guida va in questa direzione”.

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