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Obesità: l’ADHD infantile è un fattore di rischio, specie nelle donne

adhd(Reuters Health) – Diversi studi trasversali, ad oggi, avevano suggerito un’associazione tra ADHD dell’infanzia e l’obesità”. Un nuovo studio, condotto  da Seema Kumar e i colleghi, della Mayo Clinic Children’s Research Center in Rochester (Minnesota), ha aggiunto un importante contributo a questa evidenza. Il team di Kumar ha analizzato i dati relativi a 336 adulti con diagnosi di ADHD nell’infanzia e 665 persone simili senza una diagnosi di ADHD.I risultati del nuovo studio non dimostrano una relazione causa-effetto, ma alcuni dei sintomi della ADHD, come impulsività e difficoltà di concentrazione,  potrebbero contribuire ad una incapacità di perseguire sane abitudini alimentari, anche in età adulta,” ha detto commentato Seema Kumar.

Lo studio
Tutti i partecipanti sono nati tra il 1976 e il 1982 e le loro cartelle cliniche contenevano dati clinici del periodo 1976-2010 compresi il peso, l’altezza e i regimi farmacologici cui erano sottoposte. Più del 34% delle persone con una diagnosi di ADHD nell’infanzia risultavano obese dopo l’età di 20 anni, rispetto al 25% di quelle senza diagnosi di ADHD, ma solo tra le donne la differenza era statisticamente significativa. I partecipanti che non erano obesi quando l’ADHD è stata diagnosticata avevano circa il 50% in più di probabilità di essere obesi negli anni successivi rispetto alle persone del gruppo di controllo senza ADHD, ma ancora una volta, l’aumento del rischio valeva solo per le partecipanti di sesso femminile.

“Nella ADHD vi possono essere anomalie condivise sottostanti, sia nei percorsi neurali che mediano non solo il controllo degli impulsi sia negli stimoli che riguardano  la capacità sensitiva ADHD, ma anche l’appetito e la sazietà – ha commentato Kumar – La scarsa capacità decisionale, nei soggetti con ADHD, può portare a disturbi alimentari”.”I disturbi del sonno, spesso presenti nei bambini con ADHD, possono anche portare ad un aumento di peso in eccesso a causa di una combinazione di fattori comportamentali e ormonali”, ha aggiunto la ricercatrice. “La nostra scoperta delle differenze sesso-specifiche nell’associazione tra ADHD e obesità può essere correlata in parte alle uniche differenze nei sottotipi di ADHD rilevate nelle femmine rispetto ai maschi”.

Differenze tra maschi e femmine
“Le femmine hanno una maggiore prevalenza del sottotipo ‘disattento’ di ADHD, mentre i maschi hanno una maggiore prevalenza del sottotipo iperattivo/impulsivo, un che può essere associato  un dispendio di energia maggiore e quindi costituisce una protezione contro l’aumento di peso.”, ha aggiunto Kumar. I trattamenti con stimolanti non erano correlati al rischio di obesità, aggiungono in una nota gli autori sul Mayo Clinic Proceedings. “È’importante sapere che nel nostro studio gli stimolanti sono stati utilizzati solo per una frazione di vita di ogni paziente, compresa tra un anno e mezzo a sei anni”, ha precisato Kumar. “Non è noto se una maggior durata del trattamento stimolante potesse alterare il rischio di obesità”, ha sottolineato. “I genitori e i medici dovrebbero incoraggiare una sana alimentazione e stile di vita attivo a tutti i pazienti con ADHD”, ha concluso Kumar. “Inoltre, il controllo del peso dovrebbe essere incluso nelle cure di routine per tutti i pazienti con ADHD, in modo tale che l’eccesso di peso possa essere rilevato precocemente e che gli sforzi per impedire un ulteriore guadagno di peso possano essere tempestivi”.

 Fonte: Mayo Clin Proc 2016

Katherine Doyle

(Versione Italian Quotidiano Sanità/Popular Science)

 

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