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Obesità: la “firma metabolica” nell’urina può aiutarne la prevenzione

shutterstock_99045860(Reuters Health) – I ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno individuato nell’urina marcatori chimici legati alla massa corporea, offrendo degli indizi sul perché le persone obese sono più a rischio di malattie come cancro, ictus, diabete e cardiopatie. Queste scoperte potrebbero aiutare i ricercatori a identificare le persone con una cosiddetta “firma metabolica” per l’obesità ma che non sono in sovrappeso, in modo da evitate che sviluppino obesità e altre malattie metaboliche.

Lo studio è stato pubblicato dalla rivista Science Translational Medicine. Secondo i dati dell’OMS, nel 2014 ad essere in sovrappeso era il 13% della popolazione adulta mondiale. Inoltre, nel 2013 risultavano sovrappeso o obesi 42 milioni di bambini al sotto dei cinque anni.

L’urina contiene varie sostanze chimiche conosciute come metaboliti che provengono da vari processi biochimici che hanno luogo nel corpo.  Grazie alle tecnologie che sono in grado di analizzare il contenuto metabolico di un campione di urina, gli scienziati possono estrarre molte informazioni che riflettono lo stile di vita e il corredo genetico di una persona. Gli autori dello studio hanno analizzato i campioni di urina di oltre 2000 volontari statunitensi e britannici.

Ne è risultata l’individuazione di 29 diversi prodotti metabolici i cui livelli erano associati all’indice di massa corporea della persona.  I ricercatori hanno spiegato che alcuni di questi metaboliti sono prodotti da batteri che vivono nell’intestino e hanno sottolineato il loro ruolo potenzialmente importante nell’obesità. “I risultati fanno supporre che nell’urina siano presenti pattern di marcatori metabolici associati all’obesità”, ha osservato Paul Elliott, del dipartimento di epidemiologia e biostatistica dell’Imperial e co-conduttore dello studio. “Si potrebbe riuscire ad identificare le persone non obese che hanno tali pattern nel loro profilo urinario. Esse potrebbero essere a rischio di sviluppare obesità e altre malattie metaboliche e potrebbero trarre beneficio da interventi preventivi personalizzati”.

FONTE: Science Translational Medicine, 29 aprile 2015

Redazione Reuters

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

 

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