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Nature: il 2018 si chiude all’insegna del populismo, ma tante scoperte importanti

L’ondata di populismo che ha coinvolto un po’ tutto il mondo. E’ questo, secondo la rivista Nature, l’aspetto più preoccupante dell’anno che sta per concludersi. Sotto la lente anche l’Italia con la coalizione Lega-Movimento 5 stelle e la marcia indietro sull’obbligo dei vaccini decisa dal ministro della Salute Giulia Grillo. Preoccupa poi, a livello mondiale, la scarsa considerazione per i cambiamenti climatici e alcuni esperimenti genetici poco ‘ortodossi’.

Brillano invece le scoperte del lago salato nel sottosuolo di Marte, ed in questo caso il nostro paese può ben gioire avendo avuto un ruolo chiave, quelle su grafene, neutrini e la mappa stellare della missione Gaia. Oltre all’Italia, Nature cita l’elezione di Jair Bolsonaro in Brasile e il caos Brexit, che potrebbe creare problemi ai flussi di personale, tecnologie e farmaci dentro e fuori l’Unione europea; ma anche il controllo del budget dell’Accademia ungherese delle Scienze da parte del presidente Orban.

Nel suo bilancio di fine 2018, Nature rileva anche le sempre maggiori prove degli effetti deleteri del cambiamento climatico, come dimostrano le eccezionali ondate di incendi che hanno colpito Svezia, British Columbia in Canada e California. Questo mentre i governi stanno facendo molto poco per risolvere il problema: emblematici sono il cambio di rotta preso da Australia e Usa sul taglio delle emissioni inquinanti.

Ha destato molta preoccupazione anche la notizia dell’esperimento che ha portato alla nascita delle prime bambine geneticamente modificate con la Crispr (il taglia e cuci del Dna), per non ammalarsi di Hiv, deplorata dai ricercatori di tutto il mondo. Un annuncio che chiude un anno di progressi nel campo genetico tra cui i primi primati clonati con un metodo simile a quello della pecora Dolly; e la scoperta di Denny, giovane donna vissuta 90.000 anni fa, figlia di una unione ‘mista’ o ibrida tra due diversi gruppi di ominidi, i Neanderthal e i Denisovan.

Ma anche la risoluzione del ‘cold case’ del Golden State Killer della California attraverso l’uso dei dati genetici di un database pubblico. All’elenco si aggiungono la scoperta di una sorprendente proprietà del grafene che può imitare il comportamento di alcuni materiali superconduttori fatti di rame e ossigeno – i cuprati – e la recente revisione delle unità di misura, con l’approvazione di un piano per definirle usando le costanti fondamentali della natura invece di oggetti fisici di riferimento.

Il 2018 è stato un anno importante anche per l’esplorazione spaziale. La Nasa ha iniziato a lavorare alla stazione spaziale che andrà vicino alla Luna e lanciato la sonda Parker Solar verso il Sole, mentre la Cina questo mese tenterà il primo atterraggio sul lato oscuro del nostro satellite. L’agenzia spaziale europea (Esa) ha lanciato la missione BepiColombo verso Mercurio e scoperto un possibile lago salato nel sottosuolo di Marte. Un grande risultato è stata la più accurata mappa della Via Lattea realizzata dalla missione Gaia dell’Esa e la scoperta della prima sorgente dei neutrini cosmici, che rende finalmente possibile dare la caccia ai raggi cosmici.

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