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Monogamia: le malattie sessualmente trasmesse si combattevano così

shutterstock_94966381Niente amore eterno o romanticismi vari, la monogamia è nata per necessità. Ad allontanare l’uomo dalla poligamia, infatti, è stata l’esigenza di proteggersi da sifilide e malattie a trasmissione sessuale. Una scelta sicuramente più noiosa, ma decisamente più sicura ed efficace, anche dal punto di vista riproduttivo, tanto da essere imposta con la minaccia di punizioni, e avvenuta ai tempi delle tribù di cacciatori-raccoglitori. A dimostrarlo sono stati i ricercatori guidati da Chris Bauch, dell’università canadese di Waterloo, riproducendo al computer i modelli di comportamento di queste popolazioni.

La ricerca
Secondo lo studio pubblicato su Nature Communications, la monogamia sarebbe stata la norma sociale più adatta a contenere le infezioni a trasmissione sessuale, molto più diffuse con la poligamia. I ricercatori hanno cercato di capire quali fattori abbiano influenzato di più questa transizione dalla poligamia alla monogamia, simulando l’evoluzione di diverse norme sulle relazioni sociali e l’accoppiamento, sulla base di parametri demografici reali e la trasmissione delle malattie.

Hanno così visto che nelle prime tribù di cacciatori-raccoglitori, era comune che pochi maschi si accoppiassero con più donne per aumentare il numero di figli. In queste piccole società, dove c’erano al massimo 30 individui sessualmente maturi, le epidemie di infezioni a trasmissione sessuale duravano poco e non avevano un grande impatto sulla popolazione. Con il passaggio all’agricoltura, le società umane si sono ingrandite (arrivando a 300 individui), così come le malattie sessuali nei gruppi con la poligamia.

In assenza delle medicine moderna, l’infertilità provocata da sifilide, clamidia e gonorrea doveva essere alta. Da qui la scelta più vantaggiosa, per l’uomo, di diventare monogamo, e punire gli altri uomini che non seguivano lo stesso comportamento. I gruppi che hanno fatto questa scelta sono così riusciti a superare gli altri che non l’hanno fatta. ”Ciò significa che le nostre norme sociali – commenta Bauch – sono la conseguenza dell’ambiente naturale in cui viviamo e che i modelli matematici possono essere usati non solo per prevedere il futuro, ma anche per comprendere il passato”.

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