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Memoria “super”: parte oggi progetto italiano per studiare come funziona

memoriaScienziati italiani a caccia di persone dalla memoria “super”. Poche, rare persone, capaci di  ricordare nel dettaglio aspetti del loro passato, giornate qualunque trascorse anni e anni prima, giornate che nessun individuo normale è in grado di richiamare alla memoria. Il loro cervello sarà oggetto di uno studio senza precedenti al mondo, che sarà condotto in Italia da Patrizia Campolongo dell’Università di Roma La Sapienza, Valerio Santangelo dell’Università degli Studi di Perugia e Simone Macrì dell’Istituto Superiore di Sanità. Il gruppo di giovani scienziati sottoporrà alla risonanza magnetica funzionale questi rari soggetti, per scoprire i segreti del loro “dono” e decifrare meglio i meccanismi della memoria, con potenziali ricadute terapeutiche, ad esempio nella cura delle demenze. Al momento i ricercatori hanno identificato in Italia i primi tre individui con “ipermemoria autobiografica”. Lo studio parte ufficialmente oggi, con i primi esami di risonanza, che saranno svolti presso la Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma. “Valuteremo – spiega Santangelo- se le aree neurali deputate a ricordare aspetti della propria vita funzionano diversamente in questi cervelli ‘superdotati'”. I soggetti dotati di ipermemoria autobiografica ricordano un numero impressionante di dettagli riguardanti ciascun giorno della propria esistenza.

Le persone con la memoria “super”
Sebbene molti di noi siano in grado di ricordare con accuratezza giornate importanti, per esempio il giorno della propria laurea o del proprio matrimonio, l’ipermemoria consiste invece nel ricordare in tutti i dettagli giornate normali. Un segno distintivo dell’ipermemoria è ad esempio la capacità di ricordare il giorno della settimana di una particolare data, lontana nel tempo: soggetti iperdotati possono ricordare, ad esempio, che il 3 agosto del 2011 era un mercoledì e sono anche in grado di riferire numerosi dettagli di quella giornata, ad esempio come erano vestiti, che cosa hanno mangiato. Per di più questi ‘cervelloni’ non fanno alcuno sforzo per tirare fuori ricordi lontani anche decine di anni. Anzi, la loro dote può essere così spontanea e prorompente che in alcuni casi i soggetti con ipermemoria diventano vittime dei propri “superpoteri”: il richiamare sempre alla mente qualsiasi tipo di ricordo, anche non necessario, li porta a diventarne ossessionati. Per capire cosa succede nel loro cervello, spiega Santangelo, si parte con i primi esami di risonanza nei prossimi giorni sui primi tre individui trovati in Italia. Si tratta di due ingegneri entrambi 30enni, uno del Nord Italia e l’altro originario di Tivoli, e di un giovane romano.Il loro cervello verrà scrutato mentre i tre dovranno rispondere a domande autobiografiche (ad esempio “cosa hai fatto il 13 maggio del 1997?”) o richiamare alla memoria dettagli di giornate note alle cronache italiane.  Si guarderà nello specifico all’attività di tre aree neurali: la corteccia prefrontale, responsabile della collocazione temporale dei ricordi; il lobo temporale mediale, in cui sono effettivamente immagazzinati i ricordi; e infine la corteccia visiva, legata alla reminiscenza dell’esperienza vissuta.  “Tuttavia, per arrivare ai primi risultati abbiamo bisogno di un gruppo di almeno 6-8 soggetti con ipermemoria – spiega Santangelo – Li stiamo cercando nella popolazione”.

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