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Medtronic presenta il pacemaker più piccolo al mondo, senza fili

Si chiama MICRA ed ha le dimensioni di una moneta da 1 euro  il nuovo sistema di elettrostimolazione cardiaca impiantabile di nuovissima generazione, il più piccolo al mondo. Interamente progettato, sviluppato e realizzato in Medtronic.“Un enorme passo avanti della tecnologia medicale, che è sempre più orientata alla miniaturizzazione”, spiega Francesco Conti direttore delle relazioni istituzionali e comunicazione di Medtronic Italia, in occasione della presentazione stampa tenutasi il 23 giugno a Milano. “Nel 2014 In Italia – prosegue – sono stati impiantati oltre 65.000 pacemaker, di questi circa il 25% è rappresentato da quelli  “a singola camera”, la categoria di cui MICRA fa parte.

Siamo passati dal classico pacemaker –  una cassa con degli elettrodi – a quella che oggi è definita una capsula cardiaca senza elettrocateteri, che si impianta nel cuore a livello del ventricolo destro dove col tempo endotelizza e resta fino ad esaurimento della batteria o della vita del paziente. La cardiocapsula si presenta come un involucro in titanio sul quale sono montati due elettrodi, un meccanismo di aggancio costituito  da 4 barbe in Nitinolo (materiale di cui sono fatti gli stent) ed un rivestimento in parilene per evitare fenomeni di rigetto. MICRA racchiude nelle sue minuscole dimensioni tutte le tecnologie già note: possibilità di scegliere in che modo stimolare il paziente, totalmente programmabile ed in più è compatibile con tecniche diagnostiche come la risonanza magnetica ( da 1.5 a 3.0 Tesla). Sono stati investiti 100 milioni di dollari per realizzare questo dispositivo che è 10 volte più piccolo e 10 volte meno pesante del precedente. “Uno degli aspetti più importanti, sostiene Omar Lissoni – marketing manager della divisione CRDM di Medtronic Italia – è che la miniaturizzazione permette di cambiare la tecnica di impianto: a differenza del tradizionale pacemaker in cui si effettua  una incisione della cute a livello della cassa toracica o sotto la clavicola, MICRA prevede un accesso femorale attraverso cui  il dispositivo viene fatto risalire fino al cuore”.

Questa tecnologia è stata valutata nel corso di uno studio internazionale multicentrico a singolo braccio che ha arruolato circa 720 pazienti. L’Italia ha rivestito un ruolo da protagonista, posizionandosi  all’undicesimo posto per numero di pazienti. Proprio in questi giorni sono partiti i primi impianti in 12 centri  selezionati altamente specializzati,  e a novembre si aggiungeranno altri 18 centri. “MICRA rappresenta una rivoluzione – spiega  La dott.ssa Maria Grazia Buongiorni, cardiochirurgo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana che ha preso parte al trial clinico – in primo luogo perché  permette di liberarci dall’ elettrocatetere che è l’elemento che rendeva vulnerabile il  tradizionale sistema di elettrostimolazione. Se pensiamo infatti al sistema classico, non possiamo che concordare che i pacemaker sono validi e sicuri, e che l’unico ‘anello debole della catena’ è proprio l’elettrocatetere  perché si può infiammare, infettare, rompere. Avere a disposizione un sistema di elettrostimolazione senza questo elemento è veramente rivoluzionario. Inoltre, elemento non trascurabile, il paziente ha immediatamente realizzato l’importanza di questa nuova tecnologia: dopo l’impianto non si è sentito più portatore di un device. Infine, i  vecchi pacemaker venivano inseriti all’interno del cuore attraverso un sistema di avvitamento , MICRA  invece si àncora attraverso un sistema a barbe al muscolo cardiaco che non permette la formazione di fibrosi. Ciò consente tra l’altro di ridurre di molto l’energia necessaria per stimolare il cuore e garantire ad un oggetto cosi piccolo di durare 10 anni, tanto quanto consentito dall’attuale tecnologia”.

 

Manuela Biello

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