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Medicina digitale: la tecnologia per la personalizzazione del percorso di cura

smartphone test25 Associazioni di Pazienti incontrano i maggiori esperti in Italia di medicina narrativa e digital health in 6 giornate con lezioni frontali e laboratori empirici per imparare a fare della narrazione – anche attraverso le più moderne tecnologie digitali – uno strumento di empowerment. È questo l’obiettivo del corso di formazione MSD “Volere non Basta. Da un Nuovo Paziente a una Nuova Alleanza Terapeutica“, organizzato dal Center for Digital Health Humanities e OMNI (Osservatorio Medicina Narrativa Italia) e patrocinato dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Politecnico di Milano, che partirà domani a Roma.

Il corso si aprirà con la presentazione di un’indagine qualitativa sui punti di contatto digitale nella relazione medico-paziente svolta presso tre delle Associazioni di Pazienti già coinvolte nelle precedenti edizioni del corso Volere non Basta (Epac onlus, Walce, Amici onlus)  e curata da A. Boaretto di Personalive (società incubata presso Polihub del Politecnico di Milano). A seguire sei giornate di formazione (27-28 maggio, 10-11 giugno, 24-25 giugno) gestite da un panel molto ricco di esperti sul tema come docenti e con lectures di approfondimento di Daniela Minerva, Direttore di RSalute de La Repubblica, Eugenio Santoro, IRCCS Istituto Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano e Sandro Spinsanti, Direttore Istituto Giano.

Le nuove tecnologie digitali hanno rivoluzionato il rapporto medico-paziente. Grazie agli strumenti messi a disposizione dalla digital health oggi è possibile, in tempo reale, accedere a dati e informazioni sempre aggiornati sulla nostra salute e, nello stesso tempo, comunicare e condividere con altri “pazienti come me” le paure, le aspettative, gli effetti dei farmaci.

Da una recente indagine  condotta dalla Commissione Europea, emerge che il 59% degli intervistati ha utilizzato Internet per la ricerca di informazioni legate a temi di salute negli ultimi 12 mesi. Anche in Italia, secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano,  sempre più cittadini dichiarano di utilizzare i canali digitali per comunicare con il medico di base (16%, valore più che triplicato rispetto all’anno precedente). Il dato è confermato dai dati della ricerca svolta in collaborazione con FIMMG e Doxapharma su un campione di 656 medici di medicina generale: per comunicare con i propri pazienti, i medici di medicina generale utilizzano sempre più nuovi canali digitali, tra cui WhatsApp (53%, +33% rispetto al 2015). Questo empowerment digitale del paziente ne trasforma la capacità narrativa che – se correttamente incanalata verso la pratica clinica – diventa uno strumento fondamentale per costruire, insieme al medico, percorsi di cura personalizzati. Ed è proprio la  medicina narrativa a  fornire  le metodologie necessarie a facilitare questo passaggio.

Ecco, dunque,  il perché del corso “Volere non basta, da un nuovo Paziente a una Nuova Alleanza Terapeutica”: una full immersion nel mondo della medicina narrativa per approfondirne tecniche, potenzialità e contesti appropriati di utilizzo. L’obiettivo è facilitare una co-costruzione del percorso diagnostico-terapeutico, che garantisca aderenza terapeutica e appropriatezza delle cure a livello del singolo paziente,  sostenibilità e qualità dei servizi erogati a livello del sistema sanitario nel suo complesso.

“Negli ultimi quattro anni – sottolinea Goffredo Freddi, Direttore della Fondazione MSD – la Fondazione MSD ha promosso un percorso di formazione, partendo dai bisogni espressi dalle Associazioni di Pazienti, per rafforzare il potenziale innovativo e strategico del loro ruolo e della loro comunicazione sia nell’ambito dell’advocacy che del counselling ai loro associati.  Siamo felici di contribuire, ancora una volta, alla costruzione di patients skill, questa volta nell’area della narrazione digitale: la chiave che apre la serratura di una medicina personalizzata, fondata sulla partecipazione attiva dei soggetti coinvolti nelle scelta, sfruttando a pieno le potenzialità offerte alla narrazione dalle più moderne tecnologie digitali”.

Il progetto formativo è ideato e coordinato da Cristina Cenci con il team di OMNI, l’Osservatorio Medicina Narrativa Italia: Stefania Polvani, Paolo Trenta, Mauro Zampolini, tra i pionieri in Italia nell’uso clinico delle narrazioni. Antropologa, Cristina Cenci ha fondato il  Center for Digital Health Humanities e la start-up sociale innovativa DNM-Digital Narrative Medicine, la prima piattaforma digitale per l’applicazione della medicina narrativa nella pratica clinica.

È possibile rimanere aggiornati su tutti gli appuntamenti e le attività del corso attraverso l’hashtag ufficiale #VolereNonBasta

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