Malattie epatiche: sempre più donne sono affette da cirrosi

(Reuters Health) – Sempre più donne sono affette da cirrosi, soprattutto a causa di malattia epatica alcool-correlata (ALD) tra le più giovani, e steatosi epatica non alcolica (NAFLD), tra le più anziane.

È quanto emerge da uno studio canadese guidato da Jennifer Flemming, della Queen’s University di Kingston, in Ontario. I risultati della ricerca sono stati presentati al meeting annuale dell’American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD).

Lo studio
I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti nella provincia dell’Ontario, che hanno permesso di identificare più di 65mila donne con diagnosi di cirrosi tra il 2000 e il 2017. L’età media alla diagnosi era di 57 anni. Le cause più comuni erano NAFLD, nel 63% dei casi, e ALD, nel 16%, seguite da epatite C, nel 10%, epatopatia autoimmune, nel 6%, epatite B, nel 5%.

Nei 17 anni di studio, i nuovi casi di cirrosi sono aumentati del 33%. Gli incrementi più elevati sono stati osservati nelle donne con cirrosi correlata a NAFLD in post menopausa, con un tasso di aumento di quasi il 9% annuo. Una tendenza ‘preoccupante’, poi, è stata evidenziata nelle giovani donne, tra le quali la ALD è aumentata di oltre il 12% l’anno.

I ricercatori hanno poi usato i dati per fare una proiezione di nuovi casi e cause di cirrosi fino al 2040. “Nei prossimi 20 anni, i nuovi casi di cirrosi correlati a NAFLD aumenteranno di quasi il 250% nelle donne in post menopausa e i nuovi casi di cirrosi alcool-correlata aumenteranno del 350% nelle donne nate dopo il 1980”, ha spiegato Flemming.

Gli scienziati hanno poi calcolato il rischio di carcinoma epatocellulare nella popolazione femminile, dimostrando che è più elevato tra le donne con epatite C e malattia autoimmune. Infine, “abbiamo anche mostrato che il rischio di scompenso epatico non maligno e morte è più alto nelle donne con malattia epatica correlata all’alcool e questo rischio è quasi due volte maggiore rispetto a qualsiasi altra eziologia della cirrosi”, ha aggiunto Flemming.

“Per quel che riguarda i fattori di rischio sia per la steatosi epatica non alcolica che per la malattia epatica correlata all’alcool, bisognerebbe fare un’opera di educazione indirizzata in modo specifico alle donne”, ha sottolineato la ricercatrice, secondo la quale bisognerebbe anche “condurre uno screening per la NAFLD per identificare le donne più a rischio di progredire a cirrosi, così come intervenire per identificare le giovani donne con disturbo da consumo di alcool e malattie epatiche correlate”.

Fonte: American Association for the Study of Liver Diseases annual meeting
Megan Brooks

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science

 

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