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Lumache di mare e ritorno memorie perdute

sinapsi

Per decenni la maggior parte dei neuroscienziati ha pensato che i ricordi venissero conservati dalla sinapsi, la connessione che sussiste fra i neuroni, che vengono distrutti dal morbo di Alzheimer. Un recente studio ha però confutato quest’idea: il sistema nervoso sembra essere in grado di rigenenare le connessioni sinaptiche perdure, e se la connessione si ripristina, il ricordo tornerà ad emergere. Questa straordinaria conclusione deriva dallo studio di una lumaca di mare chiamata Aplysia.

La memoria a lungo termine dipende dalla crescita di nuove connessioni sinaptiche determinata dalla serotonina: man mano che esse si formano, il cervello crea nuove proteine che sono coinvolte nella creazione di nuove sinapsi. Se il processo viene interrotto, ad esempio da qualche trauma, queste proteine potrebbero non venire sintetizzate, ed i ricordi a lungo termine non si formerebbero. Tuttavia, una volta che il ricordo si è formato, la temporanea interruzione della creazione di queste proteine non influenza la memoria a lungo termine. Secondo una serie di esperimenti, la rigenerazione delle connessioni neurali una volta avvenuta determina il ripristino dei ricordi, ma le connessioni rigenerate non sono esattamente uguali a quelle originali, e questo dimostra che il ricordo non viene conservato nelle sinapsi.

Probabilmente, esso si trova nel nucleo dei neuroni, ma la cosa non è stata provata. Questa scoperta potrebbe avere implicazioni importanti: per prima cosa, anche se il morbo di Alzheimer distrugge le sinapsi, ciò non implica che distrugga anche i ricordi, e quindi essi potrebbero essere potenzialmente ripristinati. Inoltre, era opinione comune che i traumi violenti potessero distruggere ricordi lesionando le sinapsi, ma secondo quanto scoperto essi potrebbero essere ancora al sicuro nel nucleo dei neurono, in attesa di venire nuovamente alla luce. (eLife online 2014, pubblicato il 20/12)

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