Home » Ambiente » L’inquinamento uccide le proteine. 150 milioni di persone a rischio

L’inquinamento uccide le proteine. 150 milioni di persone a rischio

(Reuters Health) – Secondo nuove ricerche, pubblicate online il 2 agosto in Environmental Health Perspectives, circa 150 milioni di persone rischiano una perdita significativa di proteine se le emissioni di anidride carbonica continueranno a salire. Questo significa, nei Paesi più colpiti dall’inquinamento, rendere i bambini più esposti a malattie e rischio di morte. I ricercatori dell’ Harvard T.H. Chan School of Public Health affermano infatti che attualmente il 76% della popolazione mondiale ottiene la maggior parte delle proteine dalle piante, ma l’aumento di emissioni di CO2 ridurrà la quantità di proteine disponibile ​​- così come di ferro e zinco – in una serie di colture di base. Diciotto paesi, tra cui l’India, potrebbero perdere oltre il 5% di proteine ​​alimentari entro il 2050 a causa della riduzione del valore nutrizionale di colture come riso, frumento e orzo.La mancanza di proteine ​​indebolisce i bambini determinando scarsa crescita ponderale e bassa statura, con conseguente maggiore vulnerabilità nei confronti delle malattie. “E’ necessario mettere a punto diete diversificate e nutrienti, arricchendo il contenuto nutrizionale delle colture principali e coltivando vegetali meno sensibili agli effetti della CO2″, suggerisce il ricercatore  Samuel Myers.”Ovviamente dobbiamo anche ridurre drasticamente le emissioni globali di CO2 al più presto possibile”, ha aggiunto Myers. Gli effetti della CO2 sui livelli di proteine ​​sono meno pronunciati nel mais, nel sorgo e nei fagioli, precisano i ricercatori.

A rischio anche la disponibilità di ferro
I livelli elevati di CO2 nell’atmosfera possono ridurre anche la quantità di ferro nelle piante, ricordano i ricercatori di Harvard nell’editoraile di accompagnamento pubblicato da GeoHealth. Un fenomeno che potrebbe tradursi in un problema per 354 milioni di bambini sotto i cinque anni e per più di 1 miliardo di donne in età fertile, soprattutto in Asia meridionale e in Africa del nord. La mancanza di ferro influenza la capacità di lavorare e porta a tassi di mortalità più elevati durante la gravidanza e il parto aumentando i rischi per la salute dei bambini. “Poiché questi cambiamenti saranno graduali e in gran parte impercettibili, è necessario un monitoraggio continuo del contenuto di nutrienti delle colture, in modo di poter valutare quando e come intervenire in modo più efficace, se necessario”, concludono i ricercatori.

Fonte: Environ Health Perspect. GeoHealth 2017
Reuters Staff
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Add To TwiiterRetweet This Post item information on FacebookShare This Add LinkedinLinkedin Digg ThisDigg This Add To Del.icio.usBookmark This

About The Author

Lascia un commento

*