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Liller 1: questione di stelle che collidono

Liller1_webokArtefice della scoperta un gruppo di ricercatori italiani e cileni; complice il telescopio Gemini Sud in Cile. Occhi puntati al cielo e… là, fatto! L’istantanea che immortala Liller 1 è stata scattata. Ma cos’è Liller 1? “È un ammasso globulare, cioè un aggregato di circa 1.5 milioni di stelle tenute insieme da mutua attrazione gravitazionale”, spiega Francesco R. Ferraro dell’Università di Bologna, uno dei membri del team di scienziati.

“Gli ammassi globulari devono il loro nome alla loro forma vagamente sferica. Essi popolano l’alone e il bulge galattico orbitando attorno al nucleo della nostra galassia”, prosegue. Di per sé, le dimensioni di Liller 1 “non sono eccessivamente grandi: la sua estensione complessiva è di circa 12 parsec (circa 40 anni luce), ma la sua regione centrale (quello che viene chiamato core) è molto piccola, 0.2 parsec, e lì sono ammassate centinaia di migliaia di stelle: la sua densità centrale è dell’ordine di 8 milioni di stelle per parsec cubo”.

Liller1_10okIn questo spazio  le stelle sono così ammassate l’una sull’altra da rendere possibili le collisioni. “È proprio la combinazione delle piccole dimensioni del core dell’ammasso e dell’enorme livello di affollamento – spiega Ferraro – che rende le collisioni stellari altamente probabili nel core di Liller1. È come su un tavolo da biliardo: la probabilità di uno scontro dipende dalle dimensioni del tavolo e dal numero di palle in gioco”. Considerando che questo si ritiene essere uno dei pochi posti dell’Universo dove ci sono delle collisioni stellari, la scoperta apre numerosi scenari sulla comprensione dell’evoluzione dell’Universo. “Le collisioni tra stelle sono importanti poiché permettono di comprendere l’origine di alcuni oggetti “esotici” che non possono essere spiegati come il risultato della normale evoluzione di stelle singole. – prosegue Ferraro – Scontri frontali in cui le stelle si fondono assieme condividendo il loro carburante nucleare potrebbero essere all’origine (almeno in parte) della formazione delle cosiddette Vagabonde Blu (Blue Straggler Stars). Quando queste collisioni coinvolgono invece sistemi binari, costituiti da due stelle legate dalla mutua gravità, la distanza tra le due compagne può venire talmente ridotta da permettere l’interazione delle due componenti, producendo così una varietà di oggetti quali le binarie X di piccola massa, le pulsar al millisecondo e le variabili cataclismiche. In particolare, le pulsar al millisecondo sono vecchie stelle di neutroni riaccelerate fino a rapidissimi periodi di rotazione su sé stesse (dell’ordine del millesimo di secondo) grazie all’accrescimento di materiale ceduto dalla stella compagna”.

“Sebbene ad oggi nessuna pulsar al millisecondo sia stata individuata in Liller 1, si sospetta che questo ammasso ospiti una grande popolazione di oggetti di questo tipo. Infatti, la forte emissione di raggi gamma proveniente da questo sistema stellare (la più intensa mai osservata in un ammasso globulare) suggerisce l’esistenza di una vasta popolazione nascosta. Le nostre osservazioni dimostrano che Liller 1 è uno dei migliori laboratori in cui studiare come le interazioni tra stelle possono influire sulla loro evoluzione: questo apre alla possibilità di una sorta di studio sociologico delle popolazioni stellari, volto a valutare l’impatto dell’influenza reciproca tra le stelle quando esse sono costrette a vivere in condizioni di estremo sovraffollamento. Questo è proprio l’obiettivo del progetto Cosmic-Lab (http://www.cosmic-lab.eu/Cosmic-Lab/Home.html  PI: Ferraro), un progetto quinquennale finanziato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche Europeo (ERC)”, conclude.

Foto: F.R.Ferraro (UniBo)/GEMINI Observatory

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