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Legionella in Lombardia: salgono i casi. Trend in ascesa in tutta Europa

Più di 20 casi di ricovero e 3 morti. Per ora è questo il bollettino dovuto alle infezioni di legionella che stanno allarmando Bresso, comune alla periferia di Milano. Per quattro anni il batterio killer è rimasto silente, ma ora è tornato a destare parecchia preoccupazione. “La situazione è preoccupante”, ha detto il sindaco Simone Cairo, che ha preso una serie di misure “in via precauzionale”. L’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera ha disposto prelievi di campioni in tutte le abitazioni di chi è stato contagiato o in altri luoghi “sensibili”. A ciò si aggiunge un’indagine conoscitiva avviata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano che ha tenuto a precisare che “non si tratta di un’emergenza, anche se chiaramente sul fatto che la legionella si ripresenti ciclicamente faremo verifiche”.

La situazione in Europa
Non solo Italia. Secondo quanto riportato nell’ultimo rapporto annuale del centro Europeo per il Controllo delle malattie (Ecdc) che si riferisce al 2015 i casi sono in aumento in tutta Europa. Quattro i Paesi che si dividono il 70% dei casi europei: Italia, Francia, Germania e Spagna. Al nostro Paese va la maglia nera con 1.535 casi confermati su 7.000 (nel 2015). La tendenza non sembra quella della discesa dunque e anzi i recenti casi di legionella in Lombardia ne solo la prova.

Secondo il rapporto, la Francia si attesta al secondo posto con 1.350 di legionella nel 2015. Inoltre, il tasso di mortalità registrato nel continente è dell’8%, e ad essere colpiti sono in prevalenza maschi sopra i 65 anni. Tra il 2011, anno di inizio della sorveglianza, e il 2015 i casi sono in costante ascesa in tutto il continente, segnala l’Ecdc. “Questo trend è probabilmente dovuto a diversi fattori – si legge nel report – fra cui una migliore sorveglianza, l’invecchiamento della popolazione, l’aumento dei viaggi e i cambiamenti climatici. Questi ultimi dovrebbero portare ad un aumento delle forti piogge e a temperature più alte, condizioni meteorologiche associate ad una incidenza più alta sia per effetto diretto nel ciclo di vita del batterio che per l’uso maggiore di potenziali fonti di contagio come i condizionatori con torri di raffreddamento”.

Per ridurre i potenziali contagi, sottolineano gli esperti dell’Ecdc, servono regolari controlli per la presenza del batterio e misure di riduzione del rischio nei sistemi idraulici nei luoghi dove ci sono turisti, negli ospedali o in posti dove c’è una forte presenza della popolazione a rischio più alto. Il batterio, sottolinea il sito dell’Oms, colpisce infatti soprattutto i maschi oltre i 50 anni, e altri fattori di rischio sono fumo, alcolismo, malattie polmonari preesistenti, compromissione del sistema immunitario e patologie croniche respiratorie o renali.

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