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La ricetta della plastica antibatterica

Contenitori di plasticaLe bioplastiche create tramite albumina e siero di latte hanno dimostrato significative proprietà antibatteriche, cosa che potrebbe portare ad una loro applicazione nelle plastiche utilizzate a scopi medici come i cateteri e i dispositivi per la somministrazione di farmaci, ma anche per il semplice confezionamento degli alimenti. In particolare, sono stati testati tre materiali non convenzionali come alternative alle normali plastiche derivate dal petrolio che pongono rischi di contaminazione: albumina, siero di latte e proteine della soia.

Fra questi, soprattutto l’albumina, una proteina che si trova nel bianco delle uova, ha dimostrato notevoli proprietà antibatteriche se fusa con un plasticizzante tradizionale come il glicerolo. Il materiale risultante impedisce completamente la crescita di qualunque ceppo batterico e risulta anche del tutto biodegradabile. Negli USA, 4,5 ricoveri ospedalieri su 100 nel 2002 hanno dato luogo ad infezioni intraospedaliere, ed oltre al rischio di contaminazione in ospedale, quello di contaminazione degli alimenti in conseguenza dell’uso delle plastiche tradizionali è notevole. La bioplastica potrebbe, invece, ridurre questi rischi. (Journal of Applied Polymer Science, 2015; 132 (18))

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