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La liposuzione di nanoparticelle di oro

Per almeno un decennio la ricerca ha tentato di sviluppare un metodo pratico per impiegare nanoparticelle d’oro nell’uccisione delle cellule tumorali, ma probabilmente questa tecnologia si troverà nello studio del chirurgo estetico prima ancora che in quello dell’oncologo.

La liposuzione d’oro

Una nuova starup NanoLipo sta lavorando ad un’alternativa alla liposuzione basata proprio sulle nanoparticelle d’oro. L’idea consisterebbe nell’iniezione delle particelle nel grasso indesiderato del paziente, e poi nell’uso di un laser per riscaldarle, il che scioglierebbe il grasso circostante. Verrebbero poi impiegati degli aghi per risucchiare via il grasso disciolto. Potrebbe sembrare strano che una stessa procedura possa sia funzionare da intervento elettivo che da salvavita, ma la medicina è di fatto piena di storie di trattamenti impiegati simultaneamente per trattare le condizioni più disparate.

Chi vincerà la sfida?

Un esempio di questo tipo di evento è il Botox, che possiede un’impressionante lista di indicazioni: prima che esso iniziasse a congelare la fronte di attori famosi, veniva impiegato nel trattamento degli spasmi oculari e di altre patologie neurologiche. Questo farmaco è stato attualmente approvato anche per il trattamento dell’eccessiva sudorazione ascellare e dell’incontinenza urinaria associata alla sclerosi multipla. Quindi, quale applicazione delle nanoparticelle d’oro raggiungerà per prima la pratica clinica? I tumori o l’eliminazione di quegli ultimi 5 kg? Le due indicazioni sembrano correre testa a testa su binari paralleli, benché quella per il trattamento dei tumori sia stata in studio per svariati anni in più.

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