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Ittiti-egizi, cooperazione scientifica di 2000 anni fa

shutterstock_224085295Fin dal tempo degli Ittiti, circa duemila anni prima di Cristo, gli egiziani erano noti e mitizzati per lo sviluppo delle scienze, al punto che il re ittita Hattusili III inviò un messo al faraone Ramesse II con questa lettera: ”mi manderesti uno dei tuoi medici per aiutare mia sorella a rimanere incinta?”. È l’ aneddoto che Massimiliano Franci, uno dei relatori della Giornata Italo-Egiziana della Scienza, organizzata al Cairo proprio per rievocare gli stretti collegamenti tra l’antica cultura araba e quella occidentale, racconta per documentare le sue ricerche archeo-astronomiche delle quali ha parlato a studiosi e accademici riuniti al Cairo. Il suo lavoro è documentato nel libro Astronomia Egizia, tradotto in arabo e presentato nell’occasione.

Promossa dall’addetto scientifico dell’ambasciata d’Italia al Cairo, Franco Porcelli, in collaborazione con il Cultnat (Centro Documentazione del Patrimonio Culturale e Nazionale Egiziano), il Museo Galileo di Scienze di Firenze ed il Centro Patrimonio della Scienza dell’Università del Cairo, la giornata è stata arricchita da una vetrina di eccezionale interesse. Nei locali dell’università, accanto alla sala del seminario, è stata allestita la mostra “Scienza patrimonio comune del Mediterraneo”: insieme con le foto difficilmente reperibili di antichi strumenti scientifici arabi, come un astrolabio piano del XIII secolo in ottone dorato, o un globo celeste di Ibn Said as Sahli in ottone, del 1084-1085, faceva mostra di sé una replica del famoso e prezioso Telescopio di Galileo che gli permise di ribaltare la teoria copernicana della Terra centro dell’Universo.

Per non dimenticare i contributi dell’antica civiltà egizia e del mondo islamico allo sviluppo dell’Europa medioevale, i relatori hanno fatto più volte riferimento alla riscoperta dei testi classici antichi, come ad esempio le opere di Aristotele, salvate dall’oblio insieme a molte altre, grazie al lavoro di traduttori e studiosi arabi. Tra questi da citare i documenti dei progressi nell’astronomia e nella matematica fatti dal mondo islamico nel X secolo, come la scoperta proprio dell’astrolabio, strumento di calcolo astronomico che ha fatto da trampolino di lancio per tutte le ricerche e le acquisizioni successive in materia.

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