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Interfaccia cervello-computer per “riparare” le paralisi muscolari

Le lesioni al midollo spinale sono spesso causa di paralisi, e in particolare gli infortuni che interessano le vertebre nella regione del collo di solito causano la paralisi completa di tutti e quattro gli arti. Ora, un sistema che decodifica i segnali del cervello e li trasmette ai sensori nel braccio ha permesso ad un uomo paralizzato di tornare a bere e mangiare da solo. Il primo studio a riportare i risultati di questa nuova tecnologia è stato appena pubblicato su The Lancet.

In precedenti ricerche, un’interfaccia cervello-computer collegato a elettrodi sulla pelle ha aiutato una persona con grave paralisi ad aprire e chiudere la mano, mentre altri studi hanno permesso di controllare un braccio robotico con i loro segnali cerebrali. Tuttavia, la nuova neuro-protesi messa a punto presso la Case Western Reserve University, negli Usa, è la prima a ripristinare la capacità di afferrare in una persona con una lesione cronica del midollo spinale, lasciando intravedere la speranza di tornare a svolgere attività quotidiane.

In questo studio, a un uomo di 53 anni, da otto paralizzato dalle spalle in giù, sono stati impiantati sensori nella zona della corteccia motoria del cervello (responsabile del movimento della mano) e attraverso un’interfaccia cervello-computer, per 4 mesi è stato ‘educato’ a dare istruzioni di comando. Poi è stato sottoposto all’immissione di 36 elettrodi muscolari nel braccio, per ripristinare l’uso di dita, polso, gomito e spalla.

Questi hanno stimolando i muscoli per otto ore alla settimana per 18 settimane per migliorare forza e movimento. I ricercatori hanno infine collegato all’interfaccia cervello-computer gli stimolatori nel braccio, utilizzando un algoritmo matematico per tradurre i segnali cerebrali in comandi per gli elettrodi. Dopo 12 mesi di training, l’uomo è stato in grado di bere da solo un caffè, impiegando circa 30 secondi, così come di portare da solo del cibo alla bocca.

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