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Inquinamento: un mondo malato che costa 12,6 milioni di morti l’anno

Ormai è sotto gli occhi di tutti, uno dei grandi killer del nostro tempo è l’inquinamento ambientale. Dallo smog al surriscaldamento, dagli inquinanti chimici alla siccità, i danni ambientali provocano circa 12,6 milioni di morti ogni anno. Da asma a infarti, da riduzione delle fertilità a tumori fino alla resistenza agli antibiotici si allunga alche la lista delle malattie strettamente legate al mondo malato in cui viviamo. E’ per motivo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e le Nazioni Unite hanno deciso di firmare un accordo di collaborazione per fare fronte comune nella lotta all’inquinamento ambientale.

Dallo smog alla siccità, fino alle malattie infettive trasmesse da vettori: i danni ambientali sono una vera e propria emergenza che si è deciso di fronteggiare con un accordo di collaborazione sottoscritto a Nairobi da Erik Solheim, direttore del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep), e da Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms. “C’è urgente necessità che le nostre due agenzie lavorino più strettamente insieme per affrontare le minacce alla sostenibilità ambientale e al clima, che sono le fondamenta per la vita su questo pianeta”, ha dichiarato Solheim. “Insieme, i pericoli di aria, acqua e sostanze chimiche uccidono più di 12,6 milioni di persone all’anno. La maggior parte di questi decessi si verifica nei paesi in via di sviluppo in Asia, Africa e America Latina”, ha dichiarato Tedros.

Proprio il mese scorso, l’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEA), che riunisce i ministri dell’ambiente in tutto il mondo, ha adottato una risoluzione in cui chiedeva un ampliamento delle partnership con agenzie e partner ONU competenti per affrontare l’inquinamento. Quest’ultimo infatti, secondo uno studio pubblicato su Lancet, causa una morte su 6 nel mondo, facilitando in particolare l’insorgenza di malattie respiratorie e cardiovascolari, tumori ma anche basso peso alla nascita e persino l’Alzheimer.

La nuova collaborazione crea un quadro più sistematico per la ricerca, lo sviluppo di strumenti e il monitoraggio degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Le due agenzie svilupperanno un programma di lavoro congiunto e organizzeranno una riunione annuale per valutare i progressi e formulare raccomandazioni. Le aree di cooperazione includeranno la qualità dell’aria e dell’acqua, i rischi per la salute legati al clima e una gestione più sostenibile dei rifiuti e dei prodotti chimici, quali pesticidi e fertilizzanti ma anche antimicrobici. Di recente infatti gli occhi sono stati puntati sulla dispersione nell’ambiente di antibiotici usati negli allevamenti, considerata una tra le maggiori minacce emergenti per la salute  globale.

 

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