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Inquinamento dei mari: al via sperimentazione con dispositivo mangia rifiuti

Combattere l’inquinamento dei mari grazie ad dispositivo mangia rifiuti. A realizzarlo è il colosso degli elettrodomestici Whirpool Corporation e più precisamente il segmento operativo Whirpool Emea (Europa, Medio Oriente e Africa). Seabin, questo il nome del dispositivo, è stato presentato al porto turistico Marina dei Cesari di Fano che insieme con un altro porto marchigiano, quello di San Benedetto del Tronto, istallerà l’impianto, costruito da Poralu Marine, in grado di raccogliere rifiuti 24 ore al giorno. Whirpool ha aderito a #PlasticLess, progetto di riduzione dell’inquinamento delle acque marine dai rifiuti in plastica promosso da LifeGate.

Il dispositivo, una volta messo in acqua nel bacino portuale, ancorato al pontile, funziona per 365 giorni l’anno ed è capace di aspirare tutto ciò che galleggia intorno, fino a raccogliere 1,5 kg di rifiuti al giorno per un totale di oltre 500 kg all’anno.

Aspira vari materiali: dalle bottiglie di plastica fino alle microplastiche da 5 a 2 mm di diametro e microfibre da 0,3 mm, non visibili a occhio nudo. Nella sperimentazione che verrà testata è in previsione anche l’installazione di una spugna assorbente per idrocarburi capace di raccogliere gli scarichi delle imbarcazioni che solitamente si raccolgono negli angoli delle banchine.

Alla presentazione, oltre al sindaco di Fano Massimo Seri e all’Assessore all’Ambiente della Regione Marche Angelo Sciapichetti, è intervenuta in collegamento video Patrizia Terzoni, vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.

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