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Inquinamento: dallo Spazio arrivano le prime mappe

Una delle prime immagini della missione Copernicus Sentinel-5P del 22 novembre 2017: mostra le elevate emissioni di biossido di azoto sulla Pianura Padana nel nord Italia e sulla Germania occidentale. Il biossido di azoto inquina l’aria principalmente a causa della combustione di combustibili fossili industriali e del traffico stradale

Dall’Italia all’Amazzonia il Pianeta Terra è stretto nella morsa dell’inquinamento. In Europa, Pianura Padana, Paesi Bassi, la regione tedesca della Ruhr e alcune zone della Spagna sono le aree con le maggiori concentrazioni di gas prodotti da attività industriali e traffico automobilistico. L’Amazzonia, invece è ”soffocata” dal monossido di carbonio generato dagli incendi. A mostrarlo sono le prime mappe dell’inquinamento atmosferico inviate a Terra da Sentinel 5P, la sesta sentinella del pianeta lanciata il 13 ottobre scorso nell’ambito del programma Copernicus, nato dalla collaborazione fra Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione Europea.

Le mappe sono state presentate nel centro dell’Agenzia spaziale tedesca (Dlr) a Oberpfaffenhofen, vicino Monaco di Baviera, e sono state elaborate sulla base dei dati catturati dal satellite tra il 9 e il 22 novembre ed elaborati dalla Dlr. I risultati sono stati definiti “eccezionali” dagli esperti dell’Esa e inaugurano una nuova era nello studio dell’inquinamento atmosferico.

Fra le prime mappe ottenute dal satellite, sviluppato congiuntamente dall’Esa e dall’agenzia spaziale olandese, il Netherlands Space Office, ci sono quelle dei livelli di monossido di carbonio emesso da incendi, traffico e attività industriali. Mostrano che il gas si concentra su Amazzonia, Africa centrale, India, Cina, Milano e Pianura Padana. Su quest’ultima ci sono anche concentrazioni elevate di biossido di azoto, un altro gas emesso da veicoli e industrie e che inquina anche alcune zone di Belgio, Paesi Bassi, Spagna e la regione tedesca della Ruhr.

Il satellite ha catturato anche le immagini della nube di ceneri e gas sollevata dall’eruzione dal vulcano Agung a Bali, in Indonesia. Per Josef Aschbacher, direttore dei programmi di osservazione della Terra dell’Esa presso l’Esrin, queste immagini “sono una pietra miliare per l’Europa”. Mappe come queste, ha aggiunto, “serviranno presto a sostenere il servizio di monitoraggio dell’atmosfera di Copernicus e saranno preziose per contribuire a mettere in atto politiche di mitigazione”.

Sentinel-5P riesce a identificare e fotografare i gas inquinanti che influenzano l’aria che respiriamo e il clima, come ozono, formaldeide, monossido di carbonio, metano, anidride solforosa, biossido di azoto. Riesce a farlo grazie al suo potente ‘occhio’, lo strumento Tropomi (Tropospheric Monitoring Instrument), progettato per studiare la regione dell’atmosfera che si estende fino a circa 15 chilometri dal suolo, osservare un’area di 2.600 chilometri quadrati, e in grado di ottenere la mappa dell’inquinamento dell’intero pianeta in sole 24 ore. Dopo il lancio del satellite, Tropomi ha attraversato un processo di decontaminazione pianificato e la porta che l’ha tenuto sigillato è stata aperta di recente, consentendo alla luce di entrare e scattare le prime immagini.

Copyright foto: dati di Copernicus Sentinel (2017), elaborati da KNMI / ESA

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