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Influenza: da inizio stagione quasi 4 milioni di casi. Contagio sopra le aspettative

La “peggiore epidemia influenzale degli ultimi 14 anni” e “probabilmente a fine stagione ci saranno più allettati di quanto inizialmente previsto”. A fare il punto della situazione è Walter Ricciardi presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). Con quasi 4 milioni di italiani già allettati ed il contagio che continua la sua corsa, colpendo nella sola seconda settimana di gennaio 2018, 832mila persone, la stagione influenzale di quest’anno desta non poche preoccupazioni anche a causa del possibile aumento della mortalità correlata.

Ci sono anche tre donne in gravidanza tra i 140 casi gravi di influenza confermati da settembre a oggi, mentre sono già ben 30 i decessi. La Lombardia è la regione in cui, causa anche una migliore sorveglianza, se ne sono registrati di più: 45 casi gravi e 5 decessi. “La circolazione del virus influenzale quest’anno è molto intensa, superiore anche quella della stagione pandemica del 2009/10 e paragonabile solo alla stagione 2004/05”, specifica Antonino Bella del Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss e curatore del rapporto epidemiologico Influnet.

“Non c’è dubbio – specifica Ricciardi – che la diffusione dell’influenza quest’anno sia superiore a quanto atteso”. Le stime infatti parlavano di un impatto che era stato calcolato attorno ai 5 milioni di casi totali. I dati, aggiunge, “sono eclatanti”. Il nuovo bollettino Influnet registra infatti 3 milioni 883 mila contagi avvenuti da inizio stagione fino a metà gennaio, “quindi in un momento in cui il virus ancora sta circolando molto” e ancora ufficialmente con sarebbe stato superato il picco dell’epidemia, momento dal quale in poi i casi cominciano a scendere.

In particolare, nella seconda settimana del 2018, il numero degli italiani colpiti dall’influenza è stato pari a circa 832.000. Numero ancora da consolidare ma sostanzialmente stabile rispetto alla prima settimana dell’anno, quando i numeri non consolidati parlavano di 802.000 casi, mentre quelli consolidati di 841.800. Il livello di incidenza in Italia, nella seconda settimana del 2018, sulla base delle segnalazioni dei medici sentinella, è ancora “molto alto” ed è pari a 13,73 casi per mille assistiti.

La fascia di età maggiormente colpita è quella dei bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’incidenza pari a circa 30,8 casi per mille assistiti. Due i motivi principali di questa alta diffusione dei contagi, chiarisce Ricciardi. “Il primo è che le coperture vaccinali sono state scarse negli anziani, nei sanitari e negli italiani in generale. In secondo luogo, circa il 60% dei vaccini somministrati era trivalente e copriva solo tre ceppi mentre il vaccino quadrivalente, che fornisce copertura anche contro il quarto ceppo, è stato somministrato solo nel 40% dei casi. Questa – puntualizza – è una lezione che deve servirci per il futuro: chi compra i vaccini, ovvero le Regioni, dovrebbe farlo comprando quelli a maggior copertura e non quelli più economici”.

In Veneto il vaccino antinfluenzale quadrivalente è stato acquistato ed erogato per tutte le categorie a rischio e per gli operatori sanitari”, ha replicato l’assessore alla Sanità della Regione, Luca Coletto ”Riusciamo a tenere i conti in ordine, ma non sulla pelle della gente. Peraltro la circolare ministeriale di inizio stagione – ha aggiunto Coletto non indicava la necessita’ e nemmeno l’opportunità di usare il quadrivalente e non il trivalente, ma conteneva solo un mero elenco di vaccini disponibili”.

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