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Impianti mammari, troppa confusione

(Reuters Health)Nel modo, gli interventi chirurgici di impianto della mammella sono piuttosto diversi per quanto riguarda tecnica, tipologia e dimensioni dell’impianto da un Paese. Le procedure devono essere standardizzate, utilizzando le pratiche migliori. È quanto risulta da un sondaggio internazionale pubblicato dal Journal of Surgery Aesthetic.

Lo scenario
La mastoplastica additiva  è la pratica di chirurgia estetica più diffusa in tutto il mondo, con oltre 1,5 milioni di procedure effettuate nel 2015. “E la tendenza è in aumento – dice Nicolas Broer dell’ospedale di Monaco di Baviera, che con i suoi colleghi dell’ospedale di Monaco di Bavier ha condotto il sondaggio – e sono molti i possibili approcci tecnici a questa pratica. La procedura non è ben standardizzata e questo deve far riflettere”.

Il sondaggio
Broer e colleghi hanno analizzato le risposte di 628 chirurghi in tutto il mondo con un sondaggio online articolato in 38 domande. Ai chirurghi sono stati chiesti pareri relativamente alle attuali controversie sul tema, alle nuove tecnologie,al le pratiche più comuni, alle considerazioni tecniche e alle caratteristiche dei loro pazienti. Nella maggior parte dei paesi dell’Europa, dell’Asia e dell’Oceania, i chirurghi utilizzano impianti che hanno una forma anatomica, mentre negli Stati Uniti e in America Latina il 90% utilizza impianti tondeggianti. I chirurghi americani  hanno spiegato i principali motivi per cui non utilizzano gli impianti anatomici: il costo elevato e la mancanza di prove circa la loro superiorità.  “Il diverso impiego tra impianti a forma rotonda e impianti sagomati è impressionante – sottolinea Broer – Gli Stati Uniti sono lenti ad accogliere l’uso di nuove tecnologie oppure sono i pazienti statunitensi che preferiscono un impianto con un aspetto diverso?” In tutto il mondo, oltre l’80% dei chirurghi usa solo impianti di silicone al 100%  negli Stati Uniti li usa solo il 22%. Più di due terzi dei chirurghi statunitensi e australiani utilizzano impianti di dimensioni superiori a 300 cc e un terzo impiega impianti di dimensioni maggiori di 350 cc. Le pratiche chirurgiche differiscono per la tecnica e per il post operatorio. Molti chirurghi usano incisioni simili ad una tasca d’impianto e la maggior parte usa antibiotici già durante l’anestesia. Negli Stati Uniti e in Asia più della metà dei chirurghi raccomanda un massaggio post-intervento, mentre in tutti gli altri Paesi i chirurghi non lo fanno. Un punto d’incontro è stato trovato su un fatto importante: la maggioranza dei chirurghi ha affermato, infatti, che gli impianti non rendono più difficile rilevare anomalie nelle mammografie.

Broer e il suo team suggeriscono la creazione di una task force internazionale che si riunisca annualmente per valutare le pratiche migliori e le nuove prove per standardizzare le procedure. Tutto questo dovrebbe anche includere linee guida sull’utilizzo degli antibiotici, sulla tecnica di incisione, sulla posizione e la tasca dell’impianto. “La chirurgia di aumento del seno andrebbe presa seriamente come una resezione del colon o l’asportazione della cistifellea” conclude Borer.

 Fonte: Aesthetic Surgery Journal

 Carolyn Crist   

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

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