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Ictus: con la tecnica interventistica recupero funzionale migliore e più veloce

(Reuters Health)– Un follow up di lungo periodo su pazienti partecipanti ad uno studio del 2014 conferma che il recupero dall’ictus è migliore se il coagulo di sangue è stato rimosso chirurgicamente e non affidato ai farmaci trombolitici.  Le conclusioni si basano sull’osservazione di 500 pazienti olandesi trattati all’interno dello studio noto come MR CLEAN.

La premessa
Precedenti risultati dello studio evidenziavano che un terzo dei pazienti sottoposti a radiologia interventistica avevano recuperato l’autonomia funzionale del 90% dopo l’ictus, rispetto al 19% di coloro che erano stati sottoposti a trattamenti tradizionali. Dopo due anni i dati hanno fatto osservare un recupero funzionale nel 37% dei pazienti trattati con radiologia interventistica, contro il 24% di quelli trattati con i soli farmaci. “Lo studio MR CLEAN con i risultati positivi a lungo termine farà una grande differenza nel modo in cui i medici trattano l’ictus – dice Yvo Roos co-autore dello studio e neurologo all’Academic Medical Center di Amsterdam – La tecnica interventistica ormai può essere considerata la cura standard”.

La tecnica interventistica
Questa tecnica permette di guadagnare tempo e i risultati evidenziati dallo studio riguardano pazienti i cui ictus sono stati causati dal blocco di una delle grandi arterie anteriori del cervello. In genere i farmaci trombolitici riescono ad aprire l’arteria occlusa solo in un terzo dei casi. La rimozione con i clot-grabbing devices è molto costosa, circa 57.031 dollari, secondo un’analisi pubblicata sulla rivista Stroke a dicembre 2016. Il trattamento senza estrazione del coaugulo costa circa 14.000 dollari meno. Naturalmente questa spesa potrebbe essere giustificata  a fronte di una riduzione nel lungo periodo di cure mediche, assistenza infermieristica, assistenza domiciliare e riabilitazione e, soprattutto, si potrebbero mandare a casa prima i pazienti. Infatti, i punteggi della qualità di vita sono migliori nei pazienti trattati con la nuova tecnica di rimozione del coagulo, dal momento che il paziente recupera l’autonomia. I tassi di mortalità a due anni nei due gruppi di trattamento sono invece abbastanza simili: 26% nei pazienti con rimozione e 30% nei pazienti trattati con i farmaci, la differenza è cresciuta col passare del tempo.

Fonte: New England Journal of Medicine

Gene Emery

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

 

 

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