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Ictus: al via un progetto europeo per sviluppare tecnologie innovative

ictusUn progetto europeo per sviluppare dispositivi e tecnologie innovative di ausilio a persone colpite da ictus. Questo l’obiettivo di Magic-Mobile assistance for groups and individuals within the Community Stroke Rehablitation, che vede l’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona fra i 15 partner che realizzeranno l’iniziativa, partita ad inizio anno e che è stata presentata in Regione alle aziende marchigiane che potranno partecipare a quest’opportunità.

Il progetto
Capofila del consorzio dei partner, che si concluderà ad aprile 2020, è il Regional business service information dell’Irlanda del Nord che emetterà il bando europeo per le aziende il primo agosto. Gli altri due partner italiani, insieme ad Ancona, sono l’Università degli studi ‘Gabriele d’Annunzio’ di Chieti-Pescara e l’Azienda sanitaria 14 To3 di Torino. Il finanziamento complessivo per Magic è di 5,19 milioni di euro, di cui 3,63 milioni, che è anche la quota di cofinanziamento Ue, saranno destinati alle idee elaborate dalle imprese.

“Il progetto mette al centro la persona e il caregiver, colui che fa assistenza al malato, per facilitare la riabilitazione motoria e migliorare il benessere del paziente – ha spiegato Roberto Penna, coordinatore di Magic per l’Azienda ospedaliera dorica – prevede il coinvolgimento dei fornitori di tecnologia socio-sanitaria, attraverso la procedura di appalto precommerciale, per individuare le migliori proposte innovative e tecnologiche”. Dopo un primo confronto con un gruppo di caregiver, avvenuto tramite la Clinica di Neuroriabilitazione di Torrette, inizia ora il coinvolgimento delle imprese marchigiane che potrebbero partecipare al progetto.

“Il compito della Regione, in questa e in altre azioni, è quello di fare da front-office per le imprese, per favorire la conoscenza delle opportunità che vengono dall’Unione europea – ha detto Patrizia Sopranzi, dirigente regionale Innovazione e Ricerca – in questo caso per promuovere lo sviluppo di soluzioni tecnologiche e prototipi che possano essere trasferiti anche in altri contesti terapeutici riabilitativi”.

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