Home » Ambiente » I segreti dell’isola che fu colonizzata dai conigli

I segreti dell’isola che fu colonizzata dai conigli

A sconvolgere l’intero ecosistema di Kerguelen, un’isola francese dell’Oceano Indiano, furono cinque conigli. A rivelare come un manipolo di conigli sia riuscito a colonizzare un’intera isola è l’analisi del Dna antico intrappolato nei sedimenti di un piccolo lago, descritta su Science Advances dai ricercatori italo-francesi, guidati da Francesco Ficetola, dell’Università Statale di Milano.

L’avanzata del coniglio
Kerguelen non è mai stata abitata in modo permanente e dista quasi 4.000 km dalle coste africane. Nel XIX secolo, i naviganti introdussero i conigli in diverse isole oceaniche perché potessero fungere da fonte di cibo in caso di naufragio. A Kerguelen cinque conigli vennero liberati nel 1850 e, nonostante il clima rigido, finirono per colonizzare tutta l’isola, cambiandola per sempre.

Analizzando i sedimenti di un lago al centro dell’isola, a circa 100 km dall’area dove furono liberati i conigli, i ricercatori hanno visto che quelli più antichi, fino al 1940, contengono il Dna di molte specie di piante tipiche dell’isola, tra cui la azorella. Dal 1945 nei sedimenti arriva il Dna di coniglio e l’ecosistema cambia: l’azorella tende a scomparire, probabilmente divorata dai nuovi abitanti dell’isola e viene sostituita da piante più resistenti, alcune delle quali introdotte dall’Europa. Il coniglio modifica anche il paesaggio: scavando tane aumenta il tasso di erosione, destabilizzando i versanti.

L’abbondanza dei conigli perdura tuttora e le azioni tentate per diminuirne il numero non sono state sufficienti a ristabilire le condizioni originali: l’erosione è stata ridotta, ma piante come l’azorella non mostrano segni di recupero. “Il Dna antico nei laghi – commenta Ficetola – è una risorsa chiave per ricostruire i cambiamenti ambientali che hanno interessato nei secoli il nostro pianeta e azioni banali, come introdurre qualche coniglio, possono determinare sconvolgimenti a lungo termine”.

Add To TwiiterRetweet This Post item information on FacebookShare This Add LinkedinLinkedin Digg ThisDigg This Add To Del.icio.usBookmark This

About The Author

Lascia un commento

*