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I nostri pensieri sono vulnerabili all’influenza esterna?

Controllo mentale

In un recente studio della San Francisco State University, ai partecipanti è stato chiesto di osservare un’immagine comune, ma di evitare di pensare alla parola che corrisponde all’immagine o a quante siano le lettere di cui questa parola si compone. Può sembrare facile, ma lo studio ha riscontrato che, ad esempio, presentando un punto interrogativo l’80% delle persone evocherà la parola “sole”, e la metà conterà silenziosamente sino a quattro. Questo piccolo trucco cognitivo non è soltanto divertente: lo studio rivela anche che il flusso di coscienza è più suscettibile agli stimoli esterni di quanto fosse stato provato in precedenza. Esso presenta, infatti, per la prima volta la dimostrazione di due pensieri nel flusso di coscienza controllati dall’esterno e contro la volontà dei partecipanti.

I nostri pensieri coscienti sembrano protetti dall’ambiente, ma sono molto più legati di quanto possiamo pensare, ed abbiamo molto meno controllo del previsto sul nostro prossimo pensiero. Nell’esperimento sono stati provocati ben due pensieri non intenzionali, e ciascuno di essi ha richiesto una notevole quantità di processazione di dati: questo effetto verosimilmente rispecchia il meccanismo cerebrale che dà alla luce il pensiero cosciente. Quando esso viene attivato, sia pure con l’input di non fare qualcosa, il meccanismo non può fare a meno di dare luogo ad un certo output nella sfera cosciente.

Questa ricerca ha importanti implicazioni per lo studio dei disordini psicopatologici che colpiscono le persone con pensieri ripetitivi incontrollabili o, più comunemente, che non riescono a controllare un’ossessione. Benché appaia controintuitivo, l’incapacità della mente di escludere pensieri indesiderati potrebbe essere, nella maggior parte dei casi, un fatto positivo: molte cose che nel cervello appaiono negative riflettono di fatto parte della sua architettura, che è stata selezionata tramite l’evoluzione in quanto è adattativa. La colpa, ad esempio, serve ad evitare in futuro un certo comportamento di cui abbiamo già avuto esperienza: se potessimo schioccare le dita e liberarcene, essa smetterebbe di avere un ruolo funzionale. (Consciousness and Cognition, 2015; 33: 217)

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