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I neuroni che prevedono il comportameto altrui

Cervello colorato

Ogni giorno prendiamo decisioni basate sulla previsione di ciò che faranno gli altri, a partire dalla previsione che un automobilista ad un incrocio si fermerà di fronte al semaforo rosso, fino a prevedere se una particolare strategia di negoziazione darà adito all’esito desiderato. Un recente studio ha scoperto due gruppi di neuroni che svolgono un ruolo chiave nelle interazioni sociali fra primati: uno di essi si attiva quando decidiamo di cooperare con un altro soggetto, e l’altro è coinvolto direttamente nella previsione di ciò che faranno il prossimo.

Per lungo tempo vi è stato grande interesse nella comprensione del modo in cui complesse interazioni sociali fra individui vengano mediate dai neuroni cerebrali: la scoperta consiste nel fatto che una parte della regione superiore della superficie mediale dei lobi frontali, chiamata corteccia cingolata anteriore, svolge un ruolo essenziale nella mediazione delle interazioni sociali cooperative nelle scimmie Rhesus, e l’attività di queste aree neuronali risulta influenzata unicamente dal contesto sociale dell’interazione. La corteccia cingolata anteriore è connessa ad altre regioni cerebrali il cui ruolo nel comportamento interattivo è già noto, e un danno proprio a carico di questa area del cervello determina una riduzione dell’interesse verso gli altri individui rispetto a quello verso oggetti inanimati.

In effetti, i soggetti affetti da autismo o altre patologie che influenzano le interazioni sociali, come i disordini della personalità, presentano anomalie a livello della corteccia cingolata anteriore. Le interazioni sociali sono complesse, e questi studi hanno toccato soltanto un piccolo aspetto del modo in cui gli individui interagiscono. La speranza è quella di comprendere meglio il modo in cui queste interazioni complesse e sfaccettate siano codificate nel cervello umano, ed utilizzare questo sapere per sviluppare nuovi trattamenti mirati per disordini quali l’autismo ed il comportamento antisociale, che sono spesso caratterizzati da difficoltà nell’interazione sociale. (Cell online 2015, pubblicato il 26/2)

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