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HPV: vaccino efficace anche a 10 anni di distanza

(Reuters Health) – Il vaccino quadrivalente che protegge contro le infezioni da papillomavirus umano (HPV) sarebbe efficace anche a 10 anni di distanza. Le risposte anticorpali, infatti, sarebbero durature e il vaccino sarebbe ancora sicuro. A dimostrarlo sono stati Rituparna Das, della Merck, e colleghi, in uno studio pubblicato su Pediatrics.

Lo studio
Dopo i precedenti follow-up a quattro e anni, si aggiornano dunque i dati sull’efficacia di questo prodotto. Tra gli 803 adolescenti di età compresa tra 9 e 15 anni che hanno completato il follow-up, non ci sarebbero state differenze tra le medie geometriche dei titoli (GMT) degli anticorpi nel siero e la sieropositività per gli anticorpi dell’HPV erano simili dopo 96 mesi dalla somministrazione del vaccino e dopo 120.

Vaccino più efficace nei più giovani
Dai risultati, in particolare, è emerso che i pre-adolescenti, di età compresa tra 9 e 12 anni, avevano una titolazione degli anticorpi dal 38 al 65% superiore rispetto agli altri (dai 13 ai 16 anni), a 7 mesi, che sarebbe rimasta più alta, dal 16 al 42%, a 10 anni, rispetto ai vaccinati di fascia di età leggermente superiore, 13-16 anni. Un dato che supporta la pratica di vaccinare presto gli adolescenti. L’efficacia, inoltre, sarebbe stata dimostrata dal fatto che non ci sarebbero state malattie significative come condilomi genitali, carcinomi cervicali o genitali e tumori. Mentre l’incidenza di infezioni persistente da uno dei ceppi di HPV sarebbe stata di 0,3 ogni 100 persone vaccinate l’anno. Infine, nessun evento avverso sarebbe stato riportato negli otto anni di follow-up.

I commenti
Secondo Claudia Espinosa, dell’Università di Louisville, in Kentucky, “abbiamo fatto molta strada con il vaccino anti-HPV”. Ma con percentuali di vaccinati che arrivano a circa il 60%, che secondo l’esperta sono “inaccettabili se confrontate con i numero di altri vaccini come quello contro il meningococco o contro difterite, pertosse e tetano”, bisognerebbe fare di più. Così, “gli operatori sanitari dovrebbero fare ogni sforzo per togliere i dubbi sull’efficacia di questa vaccinazione e puntare a trattare tutti gli adolescenti, maschi e femmine”, ha sottolineato Espinosa.

Fonte: Pediatrics
di Will Boggs

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

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