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Gli uomini rispondono al vaccino anti-HIV come le scimmie

Vaccino Hiv

La risposta anticorpale ad un vaccino anti-Hiv sviluppato in Thailandia è stata resa possibile da un tratto genetico portato nell’uomo da un’antica discendenza di scimmie e gorilla. Secondo la ricerca, il vaccino che ha stimolato una risposta immune nel 31% dei soggetti, è stato in grado di farlo per via di un particolare assetto genico anticorpale che condividiamo con i macachi rhesus e con altri primati. Attivato dal vaccino, questo gene rende semplice per il sistema immunitario riconoscere ed attaccare il virus dell’Hiv. Questa risposta anticorpale è codificata in una regione genica che è presente durante tutta l’evoluzione dei primati e risale al punto di divergenza fra gli antenati di umani e lemuri, circa 87 milioni di anni fa. Il virus dell’Hiv non è stato in circolazione per così tanto tempo, ma altri retrovirus delle scimmie probabilmente sì e quindi questo antico sistema di riconoscimento anticorpale è sopravvissuto all’evoluzione.

La sfida oggi consiste nel creare anticorpi neutralizzanti ad ampio spettro che sappiano rispondere alla capacità di mutazione del virus: sfortunatamente, questi anticorpi si legano a livello dello stesso sito nel quale legano i nostri anticorpi ancestrali, e quindi dovrebbero “scalzarli”, ma come milioni di anni di evoluzione dimostrano, non sarà facile soppiantarli. La risposta anticorpale ancestrale, tuttavia, presenta l’opportunità di ricercare modi per potenziare la capacità di reazione innata del nostro organismo e di sfruttare questo meccanismo per produrre vaccini efficaci. (Immunity 2014; 41: 909)

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