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Giovani con sindrome di Down: dislipidemia e prediabete prevalenti

(Reuters Health) – “È fondamentale che i pediatri sottopongano i bambini obesi con sindrome di Down ad un’analisi del profilo lipidico e a uno screening per il diabete”, hdice Sheela Magge, direttrice della divisione di Endocrinologia pediatrica della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora, che ha condotto uno studio al riguardo.

“Grazie ai progressi della medicina, le persone con sindrome di Down vivono più a lungo, è quindi molto importante che i medici sappiano come prendersi cura di loro durante l’infanzia e l’età adulta. Sappiamo che gli individui con sindrome di Down presentano un rischio maggiore di obesità, non è certo però che la malattia sia anche associata ad un maggior rischio di diabete e malattie cardiovascolari, che di solito accompagnano l’obesità”.

Lo studio
I ricercatori hanno coinvolto nello studio 150 giovani con Sindrome di Down e 103 giovani non affetti dalla patologia, comparabili in termini di età (tra i 10 e i 20 anni), sesso, etnia e percentuale del BMI.

I partecipanti si sono sottoposti a diversi esami: assorbimetria raggi x a doppia energia total body, esame del glucosio a digiuno, dell’insulina, dei lipidi, test del numero di lipoproteine a bassa densità, analisi dei fattori infiammatori e, quando il percentile di BMI era pari o superiore a 85, un test orale di tolleranza al glucosio.

Due terzi dei giovani con Sindrome di Down avevano un BMI pari o superiore a 85. Tra questi giovani non c’erano differenza in termini di glucosio, insulina o resistenza all’insulina rispetto ai giovani non affetti dalla patologia. La prevalenza di prediabete invece è risultata maggiore nei partecipanti con Sindrome di Down: 26% contro 10%.

I partecipanti con Sindrome di Down avevano livelli significativamente più alti di colesterolo LDL, trigliceridi, colesterolo non HDL e trigliceridi / HDL-C e livelli più bassi di HDL-C.

Questi giovani presentavano anche livelli più elevati di proteina C-reattiva ad alta sensibilità, interleuchina-6, particelle LDL piccole e particelle LDL totali, ma le dimensioni di particelle LDL erano simili.
Avevano inoltre meno grasso viscerale (VFAT), meno massa grassa e massa magra per il punteggio Z del BMI e, in caso di massa grassa più alta, avevano più grasso viscerale.

Questi risultati “mostrano un profilo lipidico e lipoproteico più aterogenico” nei giovani con Sindrome di Down, scrivono gli autori dell’articolo. I pediatri che hanno in cura questi pazienti dovrebbero dunque prendere i considerazione questi dati nel momento in cui raccomandano degli screening.

Ulteriori studi longitudinali permetteranno di capire se l’aumento della dislipidemia nei giovani con Sindrome di Down si traduce in un aumento delle malattie cardiovascolari nell’età adulta e in un futuro rischio di sviluppare la Malattia di Alzheimer.

Sulla base di questi primi risultati sarà anche importante condurre studi sulla secrezione d’insulina. “È necessario condurre continue ricerche per fornire linee guida evidence-based per l’assistenza clinica di giovani e adulti con Sindrome di Down”.

Fonte: Pediatrics 2019

Megan Brooks

(Versione italiana per Quotidiano Sanità/Popular Science)

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