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Fumo. Esperti d’accordo: liquidi delle e-cig sono sicuri, ora servono standard

sigaretta elettronicaI liquidi per la ricarica delle sigarette elettroniche sono sicuri. Ad assicurarlo sono gli esperti al Global Forum on Nicotine in corso a Varsavia, in una sessione dedicata all’istituzione di standard per la produzione. “I prodotti inizialmente avevano contaminazioni o componenti aggiuntivi che non dovevano esserci – hanno spiegato – ma ora queste contaminazioni non sono più state trovate. Questo vuol dire che l’industria si sta regolando da sola. Anche prima che intervenissero la direttiva europea sul tabacco o altri processi regolatori l’industria stava andando verso uno standard”.

Attualmente alcuni Paesi hanno elaborato i propri standard di qualità per le e-cig e gruppi di lavoro, sia a livello europeo che mondiale, stanno preparando delle linee guida per i dispositivi e per i liquidi. “Creare uno standard è un’opportunità per un ulteriore miglioramento – sottolinea Polosa – ma il rischio è di rendere le cose troppo complicate, alzando così i costi, e limitando così il numero di persone che abbandona le sigarette tradizionali, che sono spinte anche da fattori economici. In Gran Bretagna le e-cig sono così popolari perché c’è una buona politica di controllo del fumo con un’alta tassazione delle sigarette”

“L’Oms e la Fctc, la convenzione Onu contro il tabacco, dovrebbero rivedere le proprie politiche nei confronti delle alternative alle sigarette tradizionali, dalle e-cig, alle sigarette ‘che non bruciano’ allo snus, il tabacco che si mastica, che ora sono troppo restrittive e che non tengono conto della potenziale riduzione del danno raggiungibile con questi prodotti”, proseguono gli esperti. “La prevalenza dei fumatori sta aumentando, soprattutto in Medio Oriente e Africa – ha sottolineato Julian Morris della Reason Foundation – ma la Fctc supporta politiche che riducono la domanda, trascurando invece la riduzione del danno. Per questa istituzione e per l’Oms è smetti o muori“.

In diversi documenti, hanno sottolineato gli esperti, le istituzioni hanno messo insieme tutti i prodotti del tabacco, definendoli dannosi, mentre alla prossima conferenza Cop 7 della convenzione verrà presentato un rapporto sulle alternative alle sigarette di cui però non si conoscono gli estensori o i revisori. “L’obiettivo dovrebbe essere ridurre le malattie legate al fumo, non il consumo di nicotina o altri fattori – ha affermato Clive Bates dell’associazione Conterfactual Consiltinf Uk –  Il Royal college of Physician britannico in un documento ha ribadito l’importanza delle alternative alle sigarette, E già due studi pubblicati ci dicono che il tasso di fumatori scende meno dove le e-cig sono bandite”.

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