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Foreste e diossido di carbonio: buone notizie

Foreste tropicali

Un recente studio condotto dalla NASA ha dimostrato che le foreste tropicali potrebbero star assorbendo una quantità di diossido di carbonio di gran lunga superiore di quanto molti scienziati pensassero in risposta all’incremento della concentrazione atmosferica dei gas dell’effetto serra. Lo studio stima che le foreste tropicali stiano assorbendo 1,4 miliardi di tonnellate di diossido di carbonio su un totale di assorbimento globale pari a 2,5 miliardi di tonnellate, più di quanto venga assorbito dalle foreste canadesi, siberiane e di altre regioni nordiche dette foreste boreali. Si tratta di una buona notizia, in quanto l’assorbimento da parte delle foreste boreali sta già rallentando, mentre quelle tropicali possono continuare ad assorbire carbonio per molti anni.

Le foreste ed il resto della vegetazione terrestre, attualmente, rimuovono il 30% delle emissioni di diossido di carbonio di origine umana dall’atmosfera con la fotosintesi: se il tasso di assorbimento rallentasse, ne deriverebbe l’accelerazione del riscaldamento globale. Scoprire quale tipo di foresta assorba più carbonio non è una mera questione di curiosità: la cosa comporta grosse implicazioni per la comprensione della capacità degli ecosistemi terrestri di continuare a contrastare le emissioni di diossido di carbonio. Le foreste del mondo utilizzano l’incremento di diossido di carbonio nell’atmosfera per crescere più rapidamente, riducendone la quantità che rimane nell’aria. Questo effetto viene chiamato fertilizzazione al carbonio e, a parità di altri fattori, esso risulta più forte per temperature più elevate, e quindi sarà maggiore nei tropici che nelle foreste boreali.

Il cambiamento del clima, tuttavia, riduce anche la disponibilità d’acqua in alcune regioni, rendendo la Terra più calda e portando ad un aumento di frequenza e dimensioni degli incendi. Ai tropici, l’uomo complica il problema bruciando legname durante le deforestazioni ed il fuoco, non soltanto diminuisce le capacità di assorbimento del carbonio riducendo gli alberi disponibili, ma immette di suo carbonio nell’atmosfera. La NASA controlla i segni vitali della Terra da livello del mare, aria e spazio con una flotta di satelliti ed una campagna di osservazioni terrestri. L’agenzia sviluppa nuovi metodi per osservare e studiare i sistemi natura interconnessi del nostro pianeta con registrazioni di dati a lungo termine e strumenti di analisi computerizzati per osservare meglio il modo in cui il nostro pianeta sta cambiando. Essa poi condivide queste conoscenze uniche con la comunità globale e lavora con le istituzioni statunitensi e mondiali che contribuiscono a comprendere e proteggere il nostro pianeta. (Proc Natl Acad Sci 2014; 201407302)

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