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Fibroma uterino: donne poco informate e male

Patologia poco conosciuta e spesso quel poco che si sa è sbagliato. E’ questo il quadro delle conoscenze sul fibroma uterino nelle donne italiane, secondo un’indagine di DoxaPharma. Due donne su tre non lo conoscono, se non superficialmente, anche se una su quattro lo incontri nell’arco della propria vita.

Il 92% delle intervistate – emerge dalla ricerca – ha sentito parlare di fibroma uterino, ma spesso lo identifica erroneamente con un tumore maligno: la parola “cancro” è infatti la più ricorrente, seguita da “massa”.

Il fibroma uterino, o mioma, è un tumore benigno che interessa fino al 40% delle donne durante la vita fertile: 24 milioni in Europa, 3 milioni solo in Italia. Ha origine dal muscolo uterino, e si caratterizza per la presenza di cellule fibrose più abbondanti rispetto a quelle muscolari.

Le donne intervistate però sono anche consapevoli di conoscere solo in modo superficiale questa patologia ginecologica: 2 italiane su 3 (il 66%) ammettono un bagaglio di informazioni insufficiente. Ma emerge un bisogno di saperne di più. Più di 8 intervistate su 10 (l’84% del campione) cerca in modo autonomo informazioni in ambito ginecologico poco meno di una volta al mese, con un 13% che lo ha fatto fino a 10 volte negli ultimi sei mesi e il 5% addirittura oltre.

Così non è sorprendente che sull’andamento della patologia ci siano molte informazioni parziali e, addirittura, convinzioni errate: se l’86% delle donne sa che il fibroma uterino causa dolori e può avere conseguenze sulla gravidanza e sulla fertilità (83%), ben il 73% è convinta che porti alla formazione di altri fibromi, che possa trasformarsi in un tumore maligno o che possa avere come conseguenza (per il 38%) l’asportazione delle ovaie.

Ma sono altrettanto significativi anche i dati secondo cui il 71% delle italiane ritiene che la patologia obblighi a un intervento chirurgico importante e il 60% che comporti l’asportazione dell’utero. Una sorta di percezione di una “inevitabilità” terapeutica invasiva, a fronte invece di una realtà che offre molte opzioni di cura personalizzabili”, come evidenzia Paola Parenti, Vice President DoxaPharma.

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