Esperti divisi sui vaccini ai guariti

La più grande campagna vaccinale di massa che abbia mai avuto corso in Italia, quella contro il covid,  è alle porte e potrà essere conclusa in autunno. Ma oltre alle imponenti misure logistiche e alle direttive su chi vaccinare nella prima fase, arriva ora il nodo dei positivi. Se, cioè, coloro che hanno contratto il virus debbano o meno essere vaccinati. Un punto che già divide gli esperti. Gli operatori sanitari saranno i primi ad esser vaccinati, seguiti dagli anziani. Ma chi ha avuto il covid cosa dovrà fare?  “Chi ha avuto il Covid – ha spiegato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma – non deve vaccinarsi contro la malattia perchè ha sviluppato anticorpi naturali, semmai dovra’ controllare il livello di questi anticorpi. E quando questi dovessero scendere, si può riconsiderare una vaccinazione”. Ma su questa tesi non e’ d’accordo Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del San Martino di Genova. “Bisognerebbe vaccinare sia chi non ha mai fatto l’infezione da SarsCoV-2 che chi l’ha già fatta”, sostiene Bassetti, secondo il quale bisognerebbe vaccinare “anche chi ha già gli anticorpi, perchè non si sa per quanto tempo durino”. “Difficile dire ora, senza i dati delle sperimentazioni, se sia opportuno o meno vaccinare anche i guariti”, spiega all’Ansa Carlo Signorelli, ordinario di Igiene all’ Universita’  di Parma e all’Università  Vita-Salute San Raffaele di Milano. Certo è che “non vaccinarli rischierebbe di complicare le cose invece che semplificarle”. Il problema, infatti, “è  che per escluderli dalla vaccinazione bisogna identificarli e anche questo è  un lavoro in più . Un lavoro, tra l’altro, per il quale abbiamo uno strumento, il test sierologico, che con il passare del tempo tende a non dare una risposta corretta. Abbiamo, infatti, test negativi a fronte di persone che sappiamo essere state positive”. Capire se vaccinare o meno i guariti, comunque “è  cruciale per la campagna vaccinale, perchè  in alcune zone la quota di chi ha avuto il Covid arriva fino al 40%. Se l’immunità  acquisita dalla malattia non regge, rischiamo di lasciarli scoperti”.  Ad oggi – dice Arcuri – un italiano su 36 è stato contagiato.    E sempre sul fronte vaccini arriva anche il doppio annuncio di Moderna che inizia i test sugli adolescenti tra i 12 e i 17 anni  e rende noto che il vaccino avrà una copertura di almeno tre mesi  dopo la seconda dose. Novità  anche per la sperimentazione condotta da AstraZeneca e Università  di Oxford che si trasforma da ‘doppio cieco’ in ‘aperto’. Tutti i partecipanti potranno sapere se e’  stato somministrato loro il preparato sperimentale o un placebo.     Intanto alcuni gruppi di hacker stanno prendendo di mira le aziende coinvolte nella distribuzione dei vaccini e potrebbero prepararsi a colpire la ‘catena del freddo’ necessaria per far arrivare le dosi. Lo afferma la compagnia Ibm, secondo cui i criminali informatici stanno raccogliendo informazioni sugli aspetti logistici. L’attività  di spionaggio, spiega Ibm, e’ condotta attraverso ‘una campagna globale di phishing’ in cui vengono inviate email a nome dell’azienda cinese Haier Biomedical specializzata nel trasporto di vaccini.

Di Livia Parisi

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