Esperti: confrontabili con molecolari solo i nuovi antigenici   

La scommessa è rendere omogenei i dati del test che rilevano l’infezione da virus SarsCoV2. Dopo i test rapidi, che richiedevano comunque una conferma da parte del test molecolare, arrivano i test antigenici rapidi di nuova generazione, che il ministero della Salute considera in un documento affidabili quasi quanto il test molecolare in quanto alla frequenza di falsi positivi e falsi negativi. Di conseguenza diventa possibile diagnosticare un caso positivo tramite un test antigenico rapido di ultima generazione senza avere la conferma dal test molecolare, come si è fatto finora.     Il limite, secondo Broccolo, è che anche questi test cercano l’antigene legato alla principale arma del virus SarsCoV2, la proteina Spike: “sappiamo che la nuova variante ha mutazioni nella regione S e di conseguenza il test potrebbe non vederle, rischiamo di avere dei problemi di falsi negativi”. In pratica “un test del genere sarebbe andato bene in febbraio-aprile, ma adesso rischia di non essere affidabile, andrebbe continuamente modificato per rilevare anche le nuove mutazioni.     Un altro problema potrebbe porsi nel caso in cui i test rapidi non fossero dsponibili: ci si chiede come trovare dei criteri che rendano i risultati affidabili in modo omogeneo e confrontabili, rileva il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘Mauro Picone’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac). “Il documento del ministero – osserva Sebastiani – prevede giustamente la tracciabilità  di tutti i test nei sistemi informativi regionali, in qualsiasi laboratorio, pubblico o privato, vengano eseguiti”. Tuttavia, rileva l’esperto, lo stesso documento prevede che, se i test di nuova generazione o molecolari non fossero disponibili, si raccomanda il ricorso a test antigenici rapidi che abbiano una sensibilità  maggiore o uguale all’80% e una specificità  maggiore o uguale al 97%. “Penso – osserva Sebastiani – che in quest’ultimo caso sarebbe stato opportuno sostituire ‘raccomandazione’ con ‘obbligo’. Inoltre, penso che in questi casi andrebbe prevista, per la diagnosi finale, la conferma successiva del risultato tramite test molecolare. Questo – dice l’esperto – è importante per la standardizzazione della diagnosi”. Il documento non specifica infine, conclude Sebastiani – se le soglie si riferiscono al valore medio o, come sarebbe meglio, al valore minimo di ciascuno dei due parametri considerati”.

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