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Epatite C: solo 9 Paesi pronti per l’eradicazione

Australia, Brasile, Egitto, Georgia, Islanda, Germania, Giappone, Olanda e Qatar. Sono solo questi i Paesi in tutto il mondo che, entro il 2030, sarebbero in grado di ridurre del 90% le nuove infezioni e del 65% le morti causate da epatiti B e C, che nel mondo uccidono insieme più di un milione di persone l’anno. Questo l’allarmante dato segnalato dal Polaris Observatory in occasione del World Hepatitis Summit che ha preso il via in Brasile.

“Questi nuovi dati indicano che l’eliminazione è possibile – commenta Charles Gore, presidente della World Hepatitis Alliance – ma mostrano anche che molto deve essere ancora fatto da parte dei governi”. I dati italiani, rilevano gli esperti, sono in chiaroscuro. Da una parte il numero di trattamenti garantiti per l’epatite C è molto alto, in linea con le richieste dell’Oms, ma sul nostro paese pesa una grande quantità di casi ancora non diagnosticati.

Secondo le stime il totale delle persone infette nel nostro paese scenderà nei prossimi anni dalle attuali 750mila a 270mila nel 2030, mentre per gli obiettivi dovrebbero arrivare a 214mila. Nel 2017 però solo il 43% di chi è infetto in Italia ha una diagnosi, e il divario tra casi reali e casi diagnosticati resterà alto ancora per molti anni. In questo il nostro paese, dove secondo l’Aifa sono stati trattati circa 100mila pazienti con i nuovi farmaci, è comunque in buona compagnia: secondo altri dati presentati al congresso solo un paziente su cinque nel mondo sa di avere l’epatite C, e la proporzione varia dal 44% nei paesi ad alto reddito ad appena il 9% per quelli più poveri.

Alcuni paesi, avvertono gli esperti, rischiano di finire presto i pazienti da trattare, a meno che non vengano messe in campo strategie per triplicare le nuove diagnosi da 1,5 milioni a 4,5 milioni l’anno. Anche i trattamenti dovrebbero aumentare, da 1,6 milioni di pazienti curati l’anno a cinque milioni. “Ci sono 70 milioni di persone che hanno bisogno di un trattamento – conclude Gore – ma dobbiamo trovarle”.

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