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Endometriosi: ne soffrono 3 milioni di donne

Ne soffrono circa 3 milioni di donne in Italia ma nonostante sia una malattia così diffusa la diagnosi arriva a distanza di 5 – 9 anni. Stiamo parlando dell’endometriosi una patologia dolorosa che riguarda la presenza dell’endometrio, il tessuto che riveste la parete interna dell’utero, in altri organi.

L’endometriosi è una malattia molto invalidante e, anche se inserita nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), di fatto mancano alcuni degli esami necessari a diagnosticarla. A fare il punto è Sonia Manente, presidente dell’Associazione Endometriosi Friuli Venezia Giulia, in occasione della Settimana Europea di consapevolezza su questa malattia, in corso fino al 12 marzo.

L’endometriosi colpisce il 10% delle donne in età fertile. E’ una malattia cronica molto invalidante, che crea danni irreparabili agli organi vitali”, spiega Manente. “E’ circondata da un muro di silenzio, e manca una vera cultura tra i medici nel saperla affrontare in modo adeguato”, ha aggiunto. Per gestirla in modo efficiente, continua, “non basta infatti il ginecologo, ma serve una equipe multidisciplinare, con neurologo, fisiatra, gastroenterologo, urologo”. E questo perché l’endometrio, il tessuto che riveste la parte interna dell’utero, migra in altre zone del corpo, come fegato, nervi, vescica, provocando sanguinamenti interni, infiammazioni croniche, aderenze e infertilità.

L’inserimento della malattia nei Lea non cambia concretamente la vita delle malate di endometriosi però. ”Le pazienti al terzo e quarto stadio, cioè quelli più gravi – prosegue Manente – hanno diritto a due visite ginecologiche, due ecografie, una tac, che però non serve a nulla, ed esami del sangue, che sono utili nella metà dei casi. Lo strumento che veramente serve è la risonanza magnetica, che però non è stata inserita. Una vera beffa. Senza contare poi le lunghe liste d’attesa da superare”. Per fare informazione ai medici di diverse specialità e anche ai cittadini, l’Associazione ha organizzato un corso nazionale di aggiornamento gratuito a Udine per l’11 marzo.

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