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Elefantiasi: Oms rilascia nuove indicazioni terapeutiche

La filariasi linfatica, comunemente nota anche come elefantiasi, è una malattia parassitaria causata da nematodi e che provoca importanti danni al sistema linfatico. Le larve del parassita circolano nel sangue della persona colpita e sono trasmesse da soggetto a soggetto attraverso quattro tipi di zanzare, Culex, Mansonia, Anopheles e Aedes. I primi sintomi della malattia compaiono dopo diverso tempo dall’infezione, e si manifestano con l’ingrossamento delle gambe e forte disabilità. Si calcola che siano almeno 856 milioni le persone che vivono in aree dove quest’infezione viene trasmessa. L’obiettivo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è quello di eradicare la malattia nel minor tempo possibile e per farlo ha raccomandato, nelle sue nuove linee guida, come alternativa un trattamento composto da tre farmaci, la cui sigla è Ida. Secondo l’Organizzazione, circa 514 milioni di persone potrebbero trarre beneficio dalla nuova terapia. Si tratta di una combinazione di ivermectina, dietilcarbamazina e albendazolo.

“Il nuovo regime terapeutico può aiutare a migliorare ed eradicare questa malattia in molte regioni dove milioni di persone sono a rischio di contrarla”, commenta Soumya Swaminathan, direttore generale del Consiglio di ricerca medico indiano, coinvolto nella ricerca in India. Gli ultimi studi hanno dimostrato infatti che aggiungendo l’ivermectina agli altri due farmaci, attualmente raccomandati, si riesce ad eliminare il parassita dal sangue in modo più efficiente, e con la stessa sicurezza degli altri due farmaci. Fino a 24 paesi attualmente che usano il regime a due farmaci, con cui si sono fatti comunque grandi progressi, potrebbero trarre beneficio da queste nuove indicazioni. Dei 72 Paesi in cui la malattia è endemica, 20 sono riusciti a portare il livello di infezione sotto la soglia di eliminazione, mentre per 10 Paesi tale patologia non rappresenta più un problema di salute pubblica.

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