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Due settimane di coma: ora la ragazza le racconta in un video

shutterstock_152069528“È come essere all’interno dei sogni che facciamo la notte, ma amplificati, più intensi”. Questo ha detto Claire Wineland dopo due settimane di coma indotto dai medici. “Senti tutto ciò che accade nel mondo reale, ma ciò che percepisci passa attraverso uno strano filtro nel cervello”, continua la ragazza il cui corpo è stato “congelato” per giorni per combattere una setticemia potenzialmente letale.

Originaria di Redondo Beach in California, Claire oggi ha 18 anni, e ne sono passati cinque da quelle due settimane che hanno cambiato la sua vita, ma ora la giovane ne ha fatto un video che ha pubblicato sul suo canale YouTube dal titolo ”Clarity Project”. Obiettivo del progetto è “iniziare una conversazione su cosa significa essere malati, sul lato affascinate della vita di una persona malata”. Nata con la fibrosi cistica, Wineland venne colpita da una grave infezione ed il coma farmacologico venne deciso per salvarle la vita.

“Continuavo a sognare l’Alaska anche se non ci ero mai stata – dice la giovane nel video – tutto era molto vivido. E l’esperienza diveniva confortante quando sentivo le voci conosciute dei miei cari. Ma quando non riconoscevo le voci mi sentivo persa”. Al suo risveglio la ragazza realizzò di essere stata immersa nel ghiaccio dai medici per combattere la febbre altissima. Secondo Michael DeGeorgia, neurologo dell’University Hospitals Case Medical Center, il cervello di pazienti in coma farmacologico tenta di dare un senso a ciò che sta accadendo nella realtà, spesso in modi simili.

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